Ussassai, Mirko Pes dall’allevamento all’incubo: il paese è con lui
La presunta truffa, l’ombra dell’eolico e la solidarietà della Barbagia di SeuloPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Era tornato in Sardegna per costruirsi un futuro nella sua terra. Oggi si ritrova senza soldi, senza accesso alla sua azienda e con una battaglia giudiziaria appena iniziata.
È la vicenda di Mirko Pes, 50 anni, allevatore di Ussassai, che nelle ultime settimane ha scosso non solo il piccolo centro dell’Ogliastra ma un territorio più ampio, quello della Barbagia di Seulo, che ha deciso di stringersi attorno a lui.
Pes ha lasciato l’Isola molti anni fa per lavorare altrove. Poi la scelta di rientrare e investire nel mondo delle campagne. Partecipa al bando regionale “Imprenditoria giovanile”, prende in affitto un terreno con stalla da un’anziana del paese e avvia l’attività.
«Le pecore le avevo comprate a Villasalto: 120 ovini. Avevo a disposizione 50 ettari di terreno e 38 titoli, diciamo che stavo benino. Conferivo il latte alla cooperativa di Nurri e stavo andando avanti», racconta.
L’equilibrio si spezza nel 2024, quando entra in scena una proposta inattesa. «Mi incuriosiva e mi spaventava allo stesso tempo», spiega Pes. «Questa persona cercava terreni per impianti eolici: io non sapevo neanche cosa fosse l’eolico. Però era disposto ad acquistare il terreno per me, darmi la stalla e permettermi di continuare a lavorare con i miei animali». Dopo iniziali esitazioni, arriva un’offerta economica che lo convince. «All’inizio sembrava che tutto funzionasse».
Nasce così la società agricola “Su lioni”, di cui Pes è socio insieme all’altra persona. Ma quella che sembrava un’opportunità si trasforma rapidamente in un incubo. «Ha assunto anche altri tre miei compaesani, ma allo stesso tempo ha acquistato in paese diversi terreni a nome mio, senza che io ne sapessi niente», racconta l’allevatore. «Ho iniziato a vedere persone che mi toglievano il saluto, che mi chiedevano cosa volessi combinare. A me è caduto il mondo addosso: non sapevo di cosa stessero parlando».
Secondo il racconto di Pes, da quel momento perde progressivamente il controllo della sua attività. «Non mi stava pagando, non potevo accedere ai miei conti, mi stava portando via tutto. Ho provato a capire cosa stesse succedendo, ma mi sono ritrovato senza soldi, senza poter entrare in stalla e senza poter curare le mie pecore». Fino a un episodio che segna il punto di rottura: «Un giorno è arrivato anche con un camion per portarle via. Sono dovuti intervenire i carabinieri. Le pecore, per fortuna, sono rimaste lì».
Pes così, supportato anche dalla compagna e da tanti amici, decide di denunciare. «Mi sono ritrovato senza soldi, ero disperato», dice. In attesa che la magistratura faccia il suo corso, però, arriva una risposta che va oltre i confini del paese.
Ussassai e l’intera Barbagia di Seulo si mobilitano con una raccolta fondi per sostenere l’allevatore nelle spese legali. «Abbiamo raccolto circa 8 mila euro, tra la piattaforma online e una questua in paese», spiegano gli organizzatori. «È un segnale chiaro: Mirko è una bravissima persona, un gran lavoratore. È stato ingenuo, ma non merita quello che gli è successo».
Una solidarietà che si affianca, ma non sostituisce, il percorso istituzionale. Il sindaco di Ussassai, Francesco Usai, conferma i limiti dell’azione comunale: «Ci sono denunce in corso per un fatto strettamente privato. Sarà il tribunale a fare le opportune valutazioni. Come Comune stiamo vigilando sul benessere animale, ma oltre questo non possiamo intervenire». E aggiunge: «Dispiace che in un paese piccolo come il nostro, dove ci conosciamo tutti, nascano situazioni così ingarbugliate».
