Siro Anedda è tornato nella sua stanza. Non con la toga, non con la voce pacata con cui per oltre vent’anni ha guidato l’Ordine degli avvocati di Lanusei. È tornato con un nome inciso su una targa, nella sala consiliare che da oggi porta il suo nome. Alla cerimonia c’erano colleghe e colleghi, autorità, familiari e amici. Vito Cofano, presidente del Foro, teneva sollevato un lembo di stoffa, la moglie del compianto legale teneva l’altro. Intorno, tutti in piedi, in silenzio, a guardare. «Oggi non inauguriamo una sala. Facciamo qualcosa di molto antico e nobile: affidiamo un nome a un luogo simbolo, affinché la memoria non si spenga», è stato detto all’inizio da Cofano. «Questo è il luogo dove si decide, dove si scontrano le idee, si scrivono le regole, si custodiscono i principi. Ed è giusto che porti il nome di chi quei principi li ha serviti, amati e difesi ogni singolo giorno della sua vita».

Per il Consiglio dell’Ordine la decisione è stata spontanea e sentita: intitolare l’aula ad Anedda per custodirne l’eredità umana e professionale e far sì che la sua passione continui a ispirare chiunque varcherà quella soglia. «Siro non è stato soltanto un grande avvocato. È stato il cuore e la guida di questo Ordine. Chi ha lavorato con lui ricorda due aspetti, due pilastri che oggi sembrano rari, e rarissimi quando camminano insieme: equilibrio, rispetto delle regole. Ci ha insegnato che si può essere forti senza alzare la voce. Che si può essere avversari in aula e colleghi fuori. Che la toga non è un privilegio ma una responsabilità, e che l’Ordine non è un ufficio ma una casa comune, da difendere e da tenere in ordine, nel senso più nobile della parola. Per questo il suo nome è stato voluto lì, in quella stanza. Perché chiunque si siederà a quel tavolo, per decidere, per discutere, o magari per scontrarsi, abbia il suo esempio davanti agli occhi». Un abbraccio particolare è andato alla famiglia Anedda: «Vostro marito e vostro padre è stato un punto di riferimento che apparteneva a tutti noi. Oggi lo restituiamo ufficialmente a questa comunità, che non lo ha dimenticato». Nella delibera si legge la motivazione: «Anedda ha guidato il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Lanusei per lunghi anni con visione, straordinaria passione e profonda umanità. Presidente di grande valore e punto di riferimento per l’intera comunità legale ogliastrina, ha saputo interpretare la professione con rigore, apertura al futuro e costante dedizione verso le giovani generazioni di colleghi». E alla fine, quella frase, detta guardando la targa appena scoperta: «Caro Siro, questa è la tua stanza. Resterai qui, a ricordarci chi siamo e chi, con fatica e orgoglio, dobbiamo cercare di essere».

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