Oltre un chilo di meraviglia trovato nelle campagne di Tertenia. Non è un fungo. È (quasi) un trofeo. Tra lecci e macchia mediterranea, che dopo le prime piogge d’autunno hanno iniziato a profumare di terra bagnata, è spuntato lui. Un porcino nero, Boletus aereus.

A trovarlo, occhi bassi e bastone in mano come vuole la tradizione dei cercatori sardi, è stato Sandro Murredda, maresciallo dei carabinieri in congedo, che conosce bene quei sentieri. Quando lo ha sollevato da terra ha capito subito che non era una giornata come le altre. Adagiato su una bilancia da cucina, l’ago si è fermato su un numero di tutto rispetto: 1,078 chilogrammi.

Più di un chilo di cappello carnoso, gambo tozzo e compatto, ancora sporco di terra e di rametti. Un esemplare deformato dalla sua stessa abbondanza, cresciuto indisturbato fino a diventare il re della macchia. Gli esperti dicono che il porcino nero è il più pregiato, il più raro, il più testardo. Non ama farsi trovare. Vuole caldo di giorno e umido di notte, vuole le querce vecchie e il silenzio. Per questo, ogni anno, la sua comparsa è un rito. Segna l’inizio ufficiale della stagione.

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