L’ipotesi è chiara: avrebbe usato la solidarietà della gente come un bancomat, inventandosi una malattia che non aveva. Sulla paura più grande di tutte, ossia una grave patologia, avrebbe costruito una truffa, attraverso una raccolta fondi. 

Al centro dell’inchiesta c’è una donna di 38 anni di Tertenia, denunciata dalla Guardia di finanza di Arbatax per falso, truffa e calunnia. Secondo gli inquirenti non c’era nessuna malattia grave. C’era un piano.

La donna avrebbe falsificato tutto: certificati medici e diagnosi che sembravano arrivare da un centro di Ravenna e da uno studio di Tortolì, e persino un preventivo di 9mila euro di un ospedale di Francoforte, dove diceva di doversi curare perché in Italia «non era operabile», come recita la cartella clinica da lei modificata. A far crollare la messinscena della finta malata sono stati i riscontri. I militari sono andati a prendere le carte originali, nella Penisola e in Germania. Hanno sentito i medici e hanno scoperto che di vero non c’era nulla.

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