Confiscati i beni dell’imprenditore Mario Pischedda: un patrimonio da 4,5 milioni
Fu arrestato per bancarotta nel 2015, a undici anni dal sequestro tutto il suo patrimonio ora è nelle mani dello Stato(Foto simbolo - Archivio)
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Il valore complessivo del patrimonio confiscato ammonta a 4,5 milioni di euro. Dopo un’odissea burocratica di undici anni, la Guardia di finanza esegue la confisca (decretata nel 2018) definitiva del patrimonio riconducibile a Mario Pischedda, 64 anni, imprenditore, coinvolto nell’inchiesta “Affari di famiglia” avviata nel 2015. A maggio di quell’anno, l’uomo era stato arrestato per bancarotta fraudolenta insieme alla moglie per un buco di 12 milioni di euro. Il mese successivo, a Pischedda era stato notificato il provvedimento di sequestro preventivo del patrimonio di 4,5 milioni di euro che, nei giorni scorsi, è diventato proprietà dello Stato. La misura di prevenzione è parallela al procedimento di bancarotta.
La vicenda
Auto, quote societarie e disponibilità finanziarie, più hotel, case e terreni tra Tortolì e Olbia: tutto confiscato. Undici anni dopo il sequestro, il patrimonio da oltre 4,5 milioni di euro arriva al suo punto di approdo: lo Stato. Si chiude così, con il completamento degli adempimenti amministrativi e la registrazione dei trasferimenti nei pubblici registri, l’indagine condotta dalle Fiamme gialle. L’ultimo intervento del caso (articolato) risale allo scorso luglio quando, su delega del Tribunale di Lanusei, i militari della compagnia di Arbatax hanno ripreso in mano l’intera posizione patrimoniale, procedendo a una nuova ricognizione dei beni e alla verifica degli adempimenti ancora necessari. Un lavoro fatto di documentazione, visure, intestazioni, dati catastali, registri immobiliari, atti giudiziari e verifiche relative a mezzi e partecipazioni societarie. Non un nuovo sequestro, dunque, ma il completamento di un percorso giudiziario e amministrativo mai completato. Per ricostruire la consistenza e l’attuale posizione dei beni immobili è stata necessaria anche una ricognizione fisica sul territorio, svolta con il coinvolgimento della Prefettura e della Questura, nell’ambito delle specifiche misure di ordine pubblico adottate fra il 31 agosto e il primo settembre scorsi. Gli ultimi passaggi sono stati effettuati all’Agenzia delle Entrate di Nuoro e Tempio e all’Aci. La differenza, stavolta, è sostanziale: dopo anni di amministrazione nell’ambito della procedura, il percorso si conclude con l’acquisizione dei beni al patrimonio dello Stato.
La difesa
I legali di Pischedda annunciano battaglia. «Abbiamo presentato un ricorso alla Corte d’appello di Roma per la revoca del provvedimento», afferma Aldo Niccolini, avvocato dell’imprenditore, che, di recente, ha ottenuto l’assoluzione («perché il fatto non sussiste») in Cassazione (ribaltate le due precedenti sentenze di primo e secondo grado) dell’amministratore delle società riconducibili a Pischedda. «Alla luce della sentenza dell’assoluzione dell’amministratore - aggiunge Mario Solanas, altro legale di Pischedda - stiamo predisponendo un ulteriore ricorso relativo a un’altra parte dei beni».
Roberto Secci
