Omicidio di Bari Sardo, il padre di Marco Mameli: «Così ho indagato da solo per cercare la verità»
La testimonianza di Andrea, genitore del giovane ucciso, nel corso del processo che vede imputato Giampaolo Migali«Io non sono andato a pretendere, ma a chiedere a chi c’era cosa fosse successo e chi avesse ucciso mio figlio».
Nell’aula della Corte d’assise a Cagliari, Andrea Mameli, ha raccontato questa mattina le indagini private che ha fatto per scoprire chi avesse ucciso il figlio Marco, 22 anni di Ilbono, ucciso nel corso dei festeggiamenti di carnevale a Bari Sardo, il primo marzo 2024.
Davanti all’imputato, accusato del delitto, Giampaolo Migali, 28 anni, di Girasole, la madre della vittima era scoppiata in lacrime. Migali era stato arrestato un anno e mezzo dal delitto ed è difeso dalle avvocate Francesca Ferrai e Maria Leonida Cadoni.
In aula, il padre del 22enne ha raccontato di come, da Ilbono, sia andato tante volte a Bari Sardo per chiedere alle persone che potevano essere alla festa, ma anche agli amici del figlio, cosa fosse accaduto quella notte, cercando di scoprire chi ci fosse o chi parlasse per sentito dire.
Un’indagine certosina, registrando di nascosto ore e ore di colloqui con chi - per mesi - ha tenuto il silenzio e l’omertà nei confronti delle forze dell’ordine. «Tutti mi hanno detto che mio figlio non c’entrava nulla con il litigio che c’era stato prima - ha ripetuto - alcuni poi mi hanno detto che Giampaolo Migali è andato verso Marco, poi Marco si è accasciato».
Tutte le registrazioni sono state consegnate dalla famiglia Mameli alle forze dell’ordine che così hanno potuto completare l’indagine.
Migali è accusato di omicidio, aggravato dai futili motivi, ma anche del ferimento di un altro giovane di Ilbono, Andrea Contu, 27 anni, accoltellato prima di Marco Mameli.
A coordinare l’inchiesta sono state le pm Paola Dal Monte e Giovanna Morra, mentre le parti civili sono assistiti dall’avvocato Gianluigi Mastio (che assiste il padre della vittima Andrea Mameli, la madre Simonetta Campus e la sorella Laura Mameli) e il collega Giampaolo Pilia, costituito per conto di Andea Contu.