Todde: «Con l’Einstein Telescope Sardegna candidata a essere terra di ricerca»
La presidente della Regione: «Quello di Sos Enattos a Lula è un progetto trasformativo che attirerà altre iniziative»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Una infrastruttura di ricerca mai fatta prima, unica in Europa, che si caratterizzerà per innovazione, altissima tecnologia, ricerca di primo livello e porterà ad una osservazione dell'universo 1000 volte superiore a quanto fatto sinora».
Lo afferma in un'intervista a Il Sole 24 Ore la presidente della Regione Alessandra Todde parlando della realizzazione dell'Einstein Telescope a Lula: «È un progetto trasformativo», aggiunge, «che attirerà ulteriori iniziative di ricerca e l'insediamento di realtà produttive ad alto valore aggiunto. Un profondo cambiamento socio-economico, con l'impiego di 2000 persone all'anno per 12 anni e l'arrivo di una comunità scientifica internazionale. Inoltre nasceranno progetti di contorno come laboratori, scuole internazionali e cantieri».
La comunità scientifica delle onde gravitazionali, prosegue Todde, «conta oltre 1800 studiosi in tutto il mondo, oltre 600 sono italiani. Siamo i numeri 1 al mondo in questo settore. Questa candidatura ha favorito, con i fondi Pnrr, la costruzione di una decina di laboratori di Infn in diverse parti d'Italia. Abbiamo impegnato 350 milioni per la costruzione dell'opera, 20 per la ristrutturazione di una diga e la costruzione di una strada d'accesso a Sos Enattos, 8 milioni per l'area industriale del Sologo e 20 milioni di euro, insieme al Mur, per un centro di ricerca. Abbiamo il sito migliore e la comunità scientifica più grande su queste materie. Siamo stati i primi a fare la conferenza dei servizi preliminare su entrambe le configurazioni (a triangolo, ET in un solo sito, o elle, ET in due siti), con parere favorevole di 54 enti».
Quali sono i punti a favore del sito di Lula? «Le caratteristiche del sito», conclude la governatrice della Sardegna, «che sono uniche al mondo dal punto di vista sismico, della rumorosità antropica e della facilità di costruzione delle gallerie».
(Unioneonline)
