«Quattromila persone senz’acqua per quasi 24 ore. Avvisati con una telefonata, senza nessuna comunicazione ufficiale di un guasto ad una linea adduttrice nelle campagne del paese: non è normale». La sindaca di Fonni e presidente dell’Anci, Daniela Falconi, un mese fa esatto auspicava che i nuovi vertici della società di gestione del servizio idrico, appena insediati, iniziassero a cambiare approccio e portassero la Spa ad avere un maggiore rapporto con i territori. A quanto pare non è successo. Perché oggi la sua comunità, e non solo la sua, si è vista negare l’acqua. E non è nemmeno un caso isolato. Anzi. 

«Non è la prima volta che succede, per tutta l’estate abbiamo subito perdite su perdite e interruzioni senza preavviso dopo aver atteso per settimane (a volte mesi) che quei fiumi d’acqua venissero sistemati», prosegue la prima cittadina, che aggiunge: «Io li capisco perfettamente i cittadini esasperati che riversano tutta la loro rabbia sull’unico ente che trovano sempre disponibile: il Comune. Li capisco benissimo. Anche quando mi dicono che “non stai facendo niente”». 

Ma a quanto pare con Abbanoa «a nulla servono chiamate, lettere, ordinanze. C’è qualcosa, e più di qualcosa, che non solo non va, ma che sta diventando insostenibile. Perché lasciare quasi 4000 persone senz’acqua per 24 ore, costringendo il blocco delle attività, dei servizi non è una cosa affatto normale. Soprattutto quando “la cosa” si ripete ciclicamente».

Si sa: con le condotte colabrodo, se si aggiustano da una parte,  sprofondano dall’altra trascinandosi dietro prima la strada «e poi la nostra pazienza. Io non lo so se si è perfettamente consapevoli della situazione, ma così, davvero, non può andare avanti».

(Unioneonline/E.Fr.)

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