Le chiavi del Frogheri consegnate al Comune di Nuoro e subito dopo rientrate nella disponibilità della Nuorese. Un “dai e riottieni” andato in scena ieri mattina per volontà del club calcistico, iniziativa utile (nelle intenzioni) a ribadire le grandi difficoltà nella gestione dell’impianto sportivo con l’amministrazione cittadina che, a sua volta, ha sottolineato di fatto di voler affrontare e risolvere la situazione.

«È una vicenda che viene da lontano», spiega Emanuela Priori, responsabile della comunicazione e componente del direttivo della società, «nel periodo del Commissario il campo ci era stato affidato in via provvisoria ed era stato stabilito che le spese dell’acqua fossero a nostro carico e gli eventuali lavori straordinari, se autorizzati, andassero a scomputo del canone. Dopo la firma del contratto ci è stato comunicato che non avremmo potuto utilizzare le aree destinate al terzo tempo e alla mensa. Di fatto abbiamo a disposizione solo il terreno di gioco, la segreteria e gli spogliatoi».

Con l’insediamento della nuova amministrazione locale l’accordo è stato prorogato senza modifiche sostanziali, ma nel tempo sono emersi ulteriori problemi tra cui un presunto errore di rendicontazione nel mese di giugno successivamente risolto dagli uffici comunali competenti. La situazione però è peggiorata dopo l’ultima Festa del Redentore. «Il campo è stato danneggiato», sostiene Priori, «negli anni precedenti il Comune stanziava circa 13mila euro per il suo ripristino, affidato a un’impresa specializzata. Quest’anno ci è stato detto che non c’erano fondi. Siamo intervenuti autonomamente, ma con risultati inevitabilmente parziali». A questo si è aggiunta una bolletta dell’acqua particolarmente elevata. «La Nuorese non può sostenere costi legati a una manifestazione cittadina».

Pesanti le ricadute sul settore giovanile. «L’assenza della mensa ci ha fatto perdere sette ragazzi, oggi siamo costretti a utilizzare locali privati a Prato Sardo». La prima squadra, inoltre, gioca ogni domenica in deroga, con il campo collaudato solo parzialmente e il presidente che si assume ogni responsabilità. Gli allenamenti si svolgono spesso fuori Nuoro, con costi aggiuntivi per circa 9mila euro che si sommano al canone mensile di 600 euro più Iva.

Lunedì alle 16,30 è previsto un incontro con l’amministrazione comunale. «Chiediamo che non ci vengano addebitate spese non di nostra competenza e che venga messo a disposizione un locale per la mensa. In caso contrario, valuteremo anche il ritiro della squadra».

© Riproduzione riservata