Piantagione di marijuana da record nel Nuorese: i nomi degli arrestati
Circa 50 mila piante irrigate con 23 chilometri di tubi: c’è anche il furto d’acqua. L’attività avviata con la copertura della produzione di canapa industrialeGonario Morittu e Pietro Noli di Orani, Fabiano Benzi di Silanus e Giuseppe Marrone di Buddusò. Sono i quattro arrestati nell’ambito dell’operazione dei carabinieri del comando provinciale di Nuoro che ha portato alla scoperta di una gigantesca piantagione di marijuana distribuita su due terreni in località Ispodilo, sotto il monte Gonare. Indagata una quinta persona: Salvatore Morittu, fratello di Gonario, denunciato a piede libero. La localizzazione risale a luglio ma i provvedimenti sono stati eseguiti solo oggi.
I responsabili sono accusati anche di furto d’acqua: la coltivazione era irrigata con un impianto formato da circa 23 chilometri di tubazioni.
I numeri sono impressionanti: 35mila piante erano ancora messe a dimora, 13 mila erano in fase di essiccazione. Un peso totale di 3,5 tonnellate che avrebbe fruttato, sul mercato al dettaglio, circa 31 milioni di euro.
Per cercare di evitare i controlli dall’alto la marijuana era stata piantata sotto i tralicci dell’alta tensione. Ma l’operazione non è sfuggita agli uomini delle Squadriglie dell’Arma.
Dai controlli è emerso anche che fossero stati assunti alcuni braccianti per la lavorazione della canapa industriale. In effetti circa 10mila piante sono risultate avere una concentrazione di Thc inferiore alla soglia di legge: per queste è stato prodotto un contratto di cessione con una società svizzera, siglato dopo l’avvio della piantagione. Ma la normativa prevede che l’accordo debba essere preventivo.
La dimensione della piantagione sequestrata assume ancora più rilievo se si confronta con i dati ufficiali: in Sardegna nel 2024 (ultimo dato disponibile) sono state sequestrate 100.336 piante, con un aumento del 32,6% rispetto all’anno precedente (quando erano state 72.698). In tutta Italia le piante individuate dalle forze dell’ordine erano state 154.819. Con l’ultima operazione si è arrivati a un numero di piante che, da solo, costituisce la metà di quelle sequestrate in un anno da record.
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Francesco Lai, Lorenzo Simonetti, Annamaria Musio, Marco Piredda e Alessandro Tuvoni.