Gruppo WhatsApp sulle pattuglie, tutti assolti a Nuoro: «Il fatto non sussiste»
Nella chat “Malos a domare” venivano condivise informazioni sui movimenti delle forze dell’ordinEPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
In otto erano finiti nei guai per la gestione di un gruppo WhatsApp attraverso il quale, secondo l’impianto accusatorio, venivano segnalati in tempo reale movimenti e presenza delle forze dell’ordine sul territorio. L’ipotesi della Procura era quella di un concorso nel reato di interruzione di pubblico servizio: un’attività che, secondo l’accusa, avrebbe potuto turbare il regolare svolgimento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza stradale, all’ordine pubblico e alla prevenzione dei reati.
Al centro del procedimento il gruppo WhatsApp denominato “Malos a domare.I”, creato su una piattaforma di messaggistica istantanea e destinato, secondo quanto contestato, alla condivisione tra gli iscritti delle informazioni sui movimenti delle pattuglie delle forze dell’ordine. Oggi, però, è arrivata la decisione del Tribunale.
La giudice Annamaria Puligheddu ha assolto tutti e otto gli imputati con la formula piena «perché il fatto non sussiste». Gli imputati erano assistiti dagli avvocati Antonello Cao, Giorgio Murino, Gian Piera Pittalis, Josè Porru e Giuseppe Putzu, che nel corso del dibattimento hanno contestato la ricostruzione accusatoria
