Con l’assassinio di Tonino Pireddu Orani scivola nel lutto. «Sono davvero affranto – è il grido di dolore di Don Pietro Borrotzu - Sembra che non ci sia verso di riuscire a vivere le giornate dedicate alla fede o al divertimento senza che siano macchiate da un lutto».

Non più giovanissimo, ha visto cambiare forma e sostanza anche della barbarie. «Questo tipo di reati – spiega – è una forma nuova rispetto a quella che abbiamo vissuto in gioventù. Prima c’erano atteggiamenti contrapposti tra famiglie e più o meno sapevi perché erano successi. Oggi è tutto più complesso. Perché ci sfugge il senso? Perché non si trovano mai i colpevoli?». Luca Carboni venne ammazzato nove anni fa, il 19 settembre. Dei killer nessuna traccia.

Chi parla e respira Orani, le sue pietre e i suoi silenzi, riferisce di dinamiche poco decifrabili dall’esterno. Si evoca il killer arrivato da fuori, come un ritornello.

Il sindaco Marco Ziranu incornicia il suo ricordo. «Un ragazzo tranquillo, molto sensibile. Io faccio il veterinario e lui spesso mi chiamava per dirmi che aveva trovato un animale ferito. Si fa fatica a comprendere l’accaduto, questa volta proprio non si sa nulla, anche gli amici sono disperati, nessuno aveva avuto sentore».

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