"Mai più un banco vuoto". Non è solo uno slogan, ma un tentativo di arginare un fenomeno preoccupante, ricordando il dramma di Carolina Picchio, la ragazza di 14 anni di Novara, considerata la prima vittima ufficiale di cyberbullismo. La grande sala del centro servizi culturali si è riempita all'inverosimile. Un centinaio di ragazzi dell'istituto "G.Caria", hanno seguito con attenzione quanto i relatori hanno detto per far fronte al fenomeno del bullismo, ma soprattutto del cyberbullismo. "Crescere nella rete" è stato l'argomento affrontato, organizzato dalla Polizia di Stato e dall'istituto scolastico "G.Caria". Argomento di cui Macomer e il territorio non è immune.

Tra i relatori, il dirigente del commissariato di pubblica sicurezza di Macomer, Federico Farris ("Il bullismo non è solo un problema di ragazzi, ma degli adulti che arrivano troppo tardi. Oltre al bullo esiste il gruppo, che assiste e poi diffonde in rete"). Per il dirigente di polizia quindi, fare rete è necessario, col supporto della famiglia, della scuola, dello sport e anche della pediatra. Tra le rappresentanze anche i dirigenti della Macomerese Calcio, con una rappresentanza della squadra paralimpica.

«Fare sport è un insegnamento importante per la vita e per i ragazzi, per evitare l'approccio sbagliato ad un mondo sconosciuto», ha voluto sottolineare Michela Sanna, medico pediatra sassarese, che per diversi anni ha operato a Macomer. Per il dirigente scolastico, Sergio Masia,  è necessario dare una risposta unica: «Far capire a tutti che la rete è una grande piazza, ma che nasconde tante insidie. Occorre interconnettersi in maniera consapevole». Cosa fa la scuola? la risposta arriva dalla stesso istituto scolastico, con Maria Giovanna Attene, referente per il bullismo e cyberbullismo dell'istituto "G.Caria", annunciando che l'istituto ha creato un profilo per le segnalazioni quindi uno sportello di ascolto. L'iniziativa è stata sostenuta e lodata dal sindaco di Macomer, Riccardo Uda, che ha voluto sottolineare l'importanza dell'iniziativa, che ha visto assieme forze di polizia, scuole e mondo dello sport

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