Indagato il primario di Cardiologia del San Francesco di Nuoro
Per Mauro Pisano l’ipotesi di reato è truffa sulle prestazioni intramoenia. Finisce sotto sequestro il telefono cellulare dello specialista originario di LanuseiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La visita non è passata inosservata e in poco tempo è diventata di dominio pubblico nelle discussioni tra le corsie e le barelle dell’ospedale San Francesco. La Guardia di finanza si è presentata all’ospedale di Nuoro per eseguire un decreto di sequestro di telefoni cellulari e dispositivi elettronici appartenenti al primario di cardiologia Mauro Pisano. Il provvedimento, disposto nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Nuoro, ha come obiettivo l’acquisizione di una copia forense dei dati contenuti nei dispositivi, ritenuti utili agli accertamenti in corso.
Le anomalie
L’ipotesi di reato è quella di truffa aggravata ai danni di ente pubblico, legata ad anomalie registrate nelle prestazioni in regime di intramoenia. Si tratta di un atto dovuto nell’ambito di verifiche più ampie sulle attività sanitarie e sulla gestione delle prestazioni in ambito ospedaliero passate al setaccio in questi mesi. Il blitz la settimana scorsa. Per ora si parla di anomalie, che sono al centro dell’indagine e ancora tutte da accertare e verificare, ma che hanno imposto l’iscrizione del primario, originario di Lanusei, nel registro degli indagati. Il medico è assistito dall’avvocato Luciano Rubattu. La vicenda pare inserirsi in un contesto investigativo più ampio che ha già coinvolto altri primari della sanità nuorese.
Fisiatra nei guai
Tra i fascicoli aperti anche quello che riguarda Maria Barracca, medico fisiatra e direttrice dell’area di riabilitazione dell’ospedale Zonchello di Nuoro. Secondo la Guardia di Finanza, la dirigente (difesa dall’avvocato Pietro Sanna) indagata per truffa aggravata ai danni di ente pubblico, pur avendo scelto il regime di esclusività - che vieta l’attività libero-professionale al di fuori delle strutture autorizzate - avrebbe svolto con continuità prestazioni anche presso un centro medico privato riconducibile al marito. Per la Barracca è arrivata la chiusura indagini: comparirà davanti al giudice che dovrà decidere sul rinvio a giudizio ad ottobre. Le attività anomale contestate partono dal 2020. In base alle ipotesi del pm Riccardo Belfiori, la professionista avrebbe percepito circa 106 mila euro dall’attività privata. L’inchiesta si inserisce in un più ampio filone di controlli sul corretto utilizzo dei regimi di esclusività e sulla gestione delle attività intramoenia nella sanità pubblica nuorese.
Fabio Ledda
