13 settembre 2011 alle 19:00aggiornato il 13 settembre 2011 alle 19:00
Normali follie negli ospedali psichiatriciRinchiuso 7 anni per infrazione in moto
Sono 31 i sardi, tra cui una donna, rinchiusi negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari della Penisola. Tra questi c'è anche Maurizio, 30 anni, cagliaritano. "E' entrato nel 2004 a Buoncammino per aver guidato controsenso col motorino, qui ha dato segni di psicosi ed è finito all'opg, e da allora di proroga in proroga prosegue qui il suo calvario, manco fosse un pluriomicida."Gli ospedali psichiatrici sono luoghi di dolore e non di cura. Vanno chiusi", ha detto Gisella Trincas, presidente nazionale di Unasam, che questa mattina ha illustrato il programma del congresso nazionale "Senza catene. L'orrore degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari", in calendario a Cagliari, al Ghetto, dal 16 al 17 settembre e organizzato dal comitato sardo Stopopg. Un convegno che attraverso il confronto tra società civile e istituzioni affronta il problema delle condizioni di vita di chi vive in queste strutture definite lager, pone l'accento sulla necessità di chiuderle e di organizzare un servizio in grado di accogliere i pazienti con i loro bisogni. "Per questo - ha aggiunto Gisella Trincas - occorre un ruolo attivo del Servizio Sanitario Nazionale e degli Enti locali sulle questioni legate alla salute mentale, alle politiche socio-sanitarie, ai diritti umani e di cittadinanza". A far da cornice al congresso che chiama a Cagliari esperti e politici, sarà una mostra interattiva aperta fino al 20 settembre dal titolo "Manicomi Aperti", curata dall'associazione Art Meeting. "La Regione Sardegna - lamenta la presidente di Unasam, l'unione nazionale che raccoglie le associazioni che si occupano di salute mentale - non fa niente per riportare a casa questi cittadini sofferenti che vivono nel dolore, in luoghi da considerare peggiori delle stesse carceri. Facendo un passo indietro fino al 2006, la Sardegna, con gli oltre settanta ospiti di questi 'lager', era fanalino di coda nella tutela di questi pazienti. Poi è intervenuta l'assessore Dirindin che è riuscita a limitare numericamente questa barbarie". Una punta polemica è giunta dagli organizzatori del congresso per essere stati snobbati dalle istituzioni. "Tanti non hanno risposto all'appello - afferma Gisella Trincas - l'ex assessore regionale Liori non ci ha degnato di una risposta, il nuovo assessore De Francisci ci ha ringraziato, ma ha precisato di aver già preso un impegno per quella data. E che dire dei sindaci? Avremmo voluto un confronto bipartisan, Cagliari e Sassari ci hanno dato picche. Hanno dato la loro disponibilità solo i primi cittadini di Nuoro e Oristano. Gli internati negli ospedali psichiatrici sono considerati la feccia della società, gli ultimi tra gli ultimi, eppure dietro quei numeri ci sono tanti drammi e tante storie personali".
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