Protestavano per il razionamento dell’acqua, sabato sera, i migranti del centro di accoglienza di Villanovaforru. Sono usciti in strada per lamentare le precarie condizioni all’interno della struttura e per riportare la calma sono dovuti intervenire i carabinieri. 

E il sindaco del paese della Marmilla, Maurizio Onnis, scrive alla prefetta di Cagliari, Paola Dessì, per denunciare i paradossi del sistema dell’accoglienza. La precisazione del primo cittadino è rigorosa: «Il problema non sono i migranti». 

«Prefetta, buongiorno», esordisce Onnis, «le segnalo il disorientamento degli abitanti di Villanovaforru alla vista, sabato sera, della protesta dei migranti del Centro di accoglienza straordinaria. Scesi in strada contro il razionamento dell’acqua in struttura e convinti a rientrare nel centro dai carabinieri».

Il sindaco va al di là «delle questioni legate all’approvvigionamento idrico della struttura, che non rientrano nelle competenze del Comune e sulle quali non possiamo mettere parola». Ma sottolinea «per l’ennesima volta che 115 migranti (questo a noi oggi risulta) costituiscono una presenza sproporzionata per una popolazione residente di 550 persone».

Il problema non sono i migranti «ma le leggi di uno Stato né capace né minimamente interessato a integrare chi arriva da un altro mondo in cerca di una vita migliore. Tornando al caso particolare, ipotizzo (semplice buon senso) che al Cas non avrebbero problemi con l’acqua se gli ospiti fossero meno numerosi. Chi decide che debbano essere così tanti?». 

  

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