A Ghilarza si sono ritrovati stamattina alcune decine di attivisti, arrivati da tutta la Sardegna per una sorta di riunione che si è conclusa con la richiesta della immediata convocazione di una Assemblea generale degli indipendentisti nell'ambito della quale mettere a confronto e discutere idee, progetti e strategie per una programmazione politica unitaria che permetta appunto di superare la frammentazione e le divisioni attuali della miriade di movimenti, gruppi, associazione e singole individualità che si riconoscono negli ideali indipendentisti.

Il documento diffuso al termine dei lavori non fa riferimento a sigle, partiti e movimenti e le firme sotto la richiesta di convocazione dell'Assemblea (tra le quali non ci sono quelle dei leader riconosciuti) non sono accompagnate da alcuna indicazione di appartenenza.

A Oristano, alle 17, è cominciato, invece, un vertice ristretto tra le delegazioni di Sardigna Natzione, Paris, Progres e A Manca pro s'Indipendenzia. Doveva esserci anche Irs, ma i suoi rappresentanti non si sono presentati. Per Sardigna Natzione c'erano Sebastiano Cumpostu, Gerardo Collu e Francesca Frigau, Per Paris Salvatore Meloni e Claudio Deligios, per A Manca Cristiano Sabino e Alessandra Ruggiu, per Progres Cristiana Velluti e Alberto Pintus. Anche a Oristano all'ordine del giorno la ricerca di una convergenza. Sicuramente politica, ma forse anche organizzativa, considerata quantomeno utile se non storicamente necessaria, ma i lavori sono cominciati senza una idea precisa di come realizzarla. "Il dibattito è aperto ma partiamo da zero", hanno ammesso i presenti, sottolineando che non si doveva comunque discutere di alleanze elettorali ma di un cammino politico da percorrere eventualmente assieme.
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