In Sardegna gasolio ancora sopra i 2 euro al litro: «I rincari vanificano il taglio delle accise»
Adiconsum: «Nonostante il Decreto i listini ancora aggiornati al rialzo, il carburante non può essere considerato un bene di lusso speculativo»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«In Sardegna il prezzo dei carburanti alla pompa sta salendo a ritmo impressionante, al punto che oggi, secondo i dati regionali del Mimit, i listini medi del gasolio volano a 2,020 euro al litro, la benzina a 1,731 euro al litro (modalità self)».
Questa la nuova denuncia di Adiconsum Sardegna, che segnala «un andamento al rialzo che, purtroppo, sta vanificando il taglio delle accise disposto dal Governo, con evidenti danni per cittadini e imprese».
«Siamo stati – afferma il presidente Giorgio Vargiu - facili profeti. A fronte di un taglio delle accise da 24,4 centesimi di euro, il prezzo medio del gasolio si riduce in modo effettivo di appena 9,7 centesimi rispetto ai listini in vigore prima dello sconto fiscale: questo perché le compagnie petrolifere hanno aumentato i prezzi prima dell’applicazione del taglio della tassazione, e hanno continuato ad aggiornare i listini al rialzo giorno dopo giorno – spiega Vargiu – In termini di spesa per i consumatori, ciò si traduce oggi in un mancato guadagno da 7,3 euro su un pieno di diesel. La benzina invece, rispetto ai prezzi in vigore prima dello sconto sulle accise, si riduce di soli 15 centesimi di euro al litro, con un mancato risparmio per gli automobilisti da quasi 5 euro al litro».
«Un andamento che dimostra come contro i rincari dei carburanti e le speculazioni sui prezzi il Governo disponga solo di armi spuntate, e tutti gli annunci di controlli e sanzioni rimangano purtroppo lettera morta, non avendo Mister Prezzi, Guardia di Finanza e Antitrust poteri adeguati per fermare la crescita dei listini. Ci avevano raccontato – continua Vargiu – che avevano inasprito le sanzioni contro gli speculatori invece, non solo le sanzioni non sono state inasprite, ma non esistono proprio. La Guardia di Finanza sta eseguendo i controlli a tappeto ma non potrà sanzionare chi pratica prezzi elevati perché non ne ha il potere, possono solo abbaiare ma non mordere perché il Governo non gli ha dato il potere di farlo».
Adiconsum sollecita dunque il governo a revocare Mister Prezzi e la Commissione di allerta rapida, «organi rivelatisi gusci vuoti e costosi». L’associazione chiede inoltre «l'introduzione di un tetto massimo ai prezzi (Price Cap): il carburante non può essere considerato un bene di lusso speculativo, ma un servizio essenziale per la mobilità e l'economia del Paese». Necessarie inoltre per Adiconsum «l’introduzione in via permanente il sistema di accisa mobile» e «nuove norme sanzionatorie mirate a colpire non solo la forma (comunicazioni e cartelli), ma la sostanza, ovvero l'ingiustificato aumento dei margini in presenza di agevolazioni fiscali statali».
(Unioneonline)
