E anche il commissariamento di Forestas non è legittimo: il presidente della prima sezione del Tar, Giulia Ferrari, con decreto ha sospeso l’efficacia della delibera della giunta regionale  che ha nominato  Mario Graziano Nudda commissario straordinario dell’agenzia.

Tutto in poche ore: ieri, primo luglio, la presidente Alessandra Todde e i suoi assessori avevano deciso di affidare l’incarico di vertice a Forestas, in serata l’avvocato Mauro Barberio ha depositato il ricorso e la presidente del Tribunale amministrativo gli ha dato ragione. 

Barberio ha agito per conto di Salvatore Piras, l’amministratore unico di Forestas la cui nomina è stata dichiarata nulla dall’ufficio Anticorruzione della Regione. La vicenda è nota, ma meglio ricordarla per non perdersi in questa vicenda intricata. 

Il pasticcio è iniziato alla fine di maggio, quando l’Ufficio del responsabile per la prevenzione della corruzione e la trasparenza della Regione ha dichiarato la nullità dell’incarico di Piras, indicato dalla Giunta di Alessandra Todde a giugno 2024. La tesi era: non poteva ricoprire incarichi pubblici in Regione perché dalla Regione – in realtà da Ares – nell’anno precedente alla nomina aveva ricevuto fondi nella sua qualità di amministratore – incarico che ancora ricopre – della società Gesù Nazareno, che opera nel settore della riabilitazione socio-sanitaria. “Inconferibile”, quindi. L’Anticorruzione ha anche avviato un procedimento per individuare eventuali responsabilità: in capo a Piras (che ha sempre sostenuto di non aver nascosto niente della sua carriera) ma anche attribuibili a Todde e assessori. 

L’ormai ex (in teoria) amministratore unico ha impugnato il provvedimento. Una settimana fa gli era stata rigettata dal Tar la richiesta di un provvedimento monocratico che lo facesse tornare in sella, almeno temporaneamente, in attesa della decisione sul merito del ricorso contro la dichiarazione di nullità.

Intanto la Giunta Todde,  ieri, ha deciso di riunirsi per nominare Nudda a commissario straordinario dell’agenzia. E ha sbagliato di nuovo, secondo il Tar: il decreto pubblicato oggi  stabilisce che «alla luce di una valutazione comparativa degli interessi, assuma valore prioritario l’esigenza di assicurare la preservazione della “res adhuc integra”». Cioè: meglio non compromettere la situazione in attesa delle decisioni sul ricorso principale. 

Finita? Macché. Perché da domani Piras tornerà in servizio: lo ha chiesto l’avvocato Barberio e l’ufficio del Personale pare gli abbia dato ragione. 

Un ulteriore dato: la Regione non si è costituita in alcun giudizio.

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