Gli effetti dell’azzeramento si vedranno tra qualche giorno. Per ora, chi doveva programmare i turni da ieri in poi l’ha fatto considerando la scadenza del contratto dei gettonisti. E quindi: rimodulando le risorse a disposizione ma senza riuscire a evitare, talvolta, una maggiore attesa dei pazienti in fila nei pronto soccorso più a rischio.

Tempi comunque lunghi nei presidi delle città più grandi: dalle cinque alle nove ore di attesa al Brotzu per i codici meno critici, due ore circa al Santissima Trinità, fino a nove ore all’AoU di Sassari e al San Francesco di Nuoro. Questo il feedback che arriva un po’ da tutte le strutture della Sardegna nella prima giornata senza medici a gettone. Oltre alla notizia delle dimissioni presentate da Rosangela Beretta, direttrice di uno dei pronto soccorso più “caldi”, quello di Olbia.

Per carità, ha ribadito anche ieri il segretario regionale del M5S Alessandro Solinas, «oggi è il primo luglio e nessun pronto soccorso della Sardegna ha chiuso. Dal 30 giugno il Governo ha impedito alle Regioni di potersi approvvigionare dei medici forniti fino ad ora dalle cooperative private. Ma la Regione ha sopperito alle carenze di personale, ha garantito i servizi ai cittadini e ha tenuto aperti i pronto soccorso». È a questo proposito che il centrodestra ha qualcosa da eccepire.

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