I danni di Harry, corsa contro il tempo: «Dobbiamo essere pronti per l’America’s cup»
Il sindaco Zedda, ieri al sopralluogo al Poetto con il ministro Musumeci, accelera sulla sistemazione del litorale dopo il passaggio del ciclonePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una stima dei danni c’è. Solo per mettere a posto baretti e chioschi del Poetto potrebbe non bastare un milione di euro. Arriva proprio dagli operatori del litorale cagliaritano il conteggio sulla devastazione lasciata dal ciclone Harry. La spiaggia dei Centomila è stata una delle zone più colpite nel Cagliaritano, insieme a Capoterra, dove è continuato il sopralluogo del ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, ieri nell’Isola per qualche ora.
Ad accompagnare l’esponente del Governo anche il sindaco del capoluogo sardo, Massimo Zedda.
L’esponente del Governo ha promesso di «sostenere la ricostruzione nell’Isola» stando al fianco di Regione, Comuni e cittadini. Ma la Giunta Zedda sta camminando con le proprie gambe per accelerare quanto più possibile la sistemazione del Poetto. A maggio, infatti, dal 21 al 24 è programmata la regata preliminare dell’America’s cup e il sindaco vuole che la città sia pronta per il grande evento sportivo. Zedda l’ha ribadito anche ieri in Consiglio comunale, dove è intervenuto per spiegare la gestione dell’emergenza da parte dell’amministrazione.
Intanto: gli uffici stanno predisponendo delle schede per «facilitare la richiesta dei ristori». A disposizione per la Sardegna ci sono già i 33 milioni stanziati dal Governo più i 5,5 approvati dalla Giunta. Certo, vanno ancora scritti i bandi ma il sindaco vuole che gli operatori si portino quanto più possibile avanti con le pratiche. Non solo: in previsione della pulizia del litorale oggi in Municipio è programmato un tavolo politico per cominciare a definire le regole che parte pubblica e privati dovranno seguire. Anche per gestire i cumuli di detriti e sabbia che si sono depositati lungo l’arenile.
Insomma, Harry non ha lasciato in Sardegna la distruzione portata per esempio a Niscemi, il borgo in provincia di Caltanissetta dove il fronte della frana ha raggiunto i quattro chilometri. Oltre 1.500 le famiglie sfollate, molte delle quali non potranno fare mai più ritorno nelle proprie case. «Ma anche qui – ha detto ieri il ministro – ci sono danni importanti e bisogna intervenire».
