Dopo l'incontro del 5 dicembre scorso – con la delegazione ponzese accolta al centro polivalente La Funtana, con abbracci e discorsi dei due sindaci, Francesco Ambrosino e Nadia Matta, e scambio reciproco di omaggi – ora è Santa Teresa a preparare il viaggio a Ponza, nell’isola dalla quale, in passato, arrivarono molti pescatori che qui si stabilirono dando vita ad una comunità che, sebbene integrata, continua a mantenere tradizioni e legami con la terra d’origine, tanto che nel 2019, dal sindaco Stefano Pisciottu, per rinsaldare i legami storici, fu stipulato un patto di gemellaggio.

In quest’ottica la Giunta comunale, con la delibera n. 25 del 6 febbraio 2026, ha ufficializzato l’organizzazione di un viaggio di due notti sull’isola pontina che si svolgerà tra poche settimane, nella primavera prossima; ci saranno 100 posti disponibili. L’amministrazione comunale ha fissato criteri rigorosi: precedenza a chi ha parenti nati a Ponza, punteggi graduati in base al grado di parentela, all’età, alle condizioni personali. Dalla fine dell’800 dunque molti pescatori di quell'isola diventarono frequentatori di queste acque e diversi di loro da queste parti misero dimora, famiglia, radicandosi in questo lembo di Sardegna senza tuttavia dimenticare le proprie origini.

Costruirono le loro case sopra il fiordo dove ormeggiavano le loro piccole imbarcazioni, a remi o a vela, frequentando la chiesetta di Santa Lucia. Coltivarono il culto per San Silverio, tornando spesso a Ponza per la festa patronale. Nel tempo i Vitiello, Fèola, Spigno, Avellino, Aprea, Dimeglio, e via elencando, si fusero con la popolazione locale mantenendo, però, all'interno delle famiglie, lingua e usanze tramandate dagli avi. 

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