Olbia, una mozione per tutelare le mura puniche
Presentata dal gruppo consiliare Liberi Insieme dopo i ripetuti cedimenti negli ultimi mesiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ripetuti cedimenti nell'arco di pochi mesi e rimpallo di responsabilità sulla sistemazione e sulla tutela del bene archeologico, il gruppo consiliare Liberi Insieme protocolla una mozione per chiedere la messa in sicurezza e la valorizzazione delle mura puniche, situate tra i palazzi del centro storico di Olbia. All'ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, convocato per mercoledì prossimo, il documento chiede l'impegno del sindaco, Settimo Nizzi, “a richiedere formalmente alla Soprintendenza un sopralluogo urgente per definire gli interventi necessari per il recupero, a predisporre un progetto di restauro e valorizzazione finalizzato alla fruizione pubblica, anche attraverso percorsi didattici, pannelli informativi e integrazione nei circuiti turistici e culturali, ad avviare immediatamente le procedure per la messa in sicurezza dell’area, garantendo la tutela dell’incolumità pubblica e la protezione del bene archeologico, a individuare e destinare risorse economiche, anche con quota parte dell’imposta di soggiorno, e a garantire che episodi di degrado e abbandono non si ripetano, attraverso un piano di manutenzione programmata del sito”. Primo firmatario il consigliere Eugenio Carbini, dichiara: “Di fronte ai crolli e al degrado che abbiamo riscontrato, non possiamo stare in silenzio: il Consiglio comunale ha il dovere di mantenere sempre viva l'attenzione su questi temi perché basta un periodo di silenzio istituzionale che un bene culturale finisca nel dimenticatoio, con conseguenze irreversibili”. Per una città come Olbia, aggiunge Carbini, “la cultura non può essere un capitolo marginale: è necessaria una visione che trasformi il patrimonio archeologico di Olbia in un polo culturale attrattivo, capace di affiancare al turismo balneare una proposta identitaria profonda e autentica tale da essere il motore di uno sviluppo reale e duraturo”. Lo stato di abbandono e degrado del tratto delle mura puniche in oggetto, costruite dai Cartaginesi nel IV secolo avanti Cristo, era stato segnalato, a più riprese, alla Soprintendenza dal Comitato di quartiere Centro storico ma sulle sorti del sito archeologico pesa una questione di proprietà (privata) del terreno in cui sorge.
