Non usa mezzi termini il sindaco di La Maddalena, Fabio Lai: «Abbiamo fatto molti interventi, bastano? No. C’è ancora tanto da fare». È il messaggio emerso durante la presentazione del PEBAS, il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali. Un piano che lo stesso primo cittadino definisce «un punto di partenza, non di arrivo. Un fatto di civiltà».

Negli ultimi anni, però, i passi avanti non sono mancati. A ricordarlo è l’assessora Federica Porcu, che durante l’incontro ha ripercorso interventi concreti realizzati tra centro e periferie: strade riqualificate, piazze rese più accessibili, percorsi migliorati. Tra i risultati simbolo spicca l’installazione del primo Seatrac in Sardegna – il secondo in Italia – che consente alle persone con disabilità di raggiungere il mare in autonomia. E non finisce qui. Come annunciato dall’assessora Stefania Terrazzoni, un secondo dispositivo è già in arrivo, mentre sono previsti interventi su sette spiagge in collaborazione con il Parco Nazionale, per rendere sempre più inclusivo l’accesso al litorale.

Il cuore tecnico del progetto porta la firma dell’architetto Giuseppe Spinetti, che ha illustrato un lavoro lungo due anni e mezzo, fatto di studi, sopralluoghi e confronto con il territorio. Il PEBAS mette nero su bianco soluzioni concrete per abbattere le barriere, non solo negli edifici pubblici ma anche nei percorsi urbani e nelle aree pedonali, con un approccio che punta all’inclusione diffusa. Un piano ambizioso, che comporta un impegno economico rilevante e che sarà affidato, per la sua attuazione, alla prossima amministrazione comunale che uscirà dalle elezioni di giugno. Una sfida politica e amministrativa, ma soprattutto sociale.

A sottolineare la portata del tema anche gli interventi, in collegamento online, di Alfio Ruda, presidente di Sardegnaaccessibile Odv e di Loredana Lai, in presenza, segretaria nazionale del comparto disabilità della Confael.

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