Se La Maddalena avesse applicato la Tassa di soggiorno invece che la Tassa di sbarco avrebbe potuto assumere molti più vigili urbano stagionali rispetto ai soli tre previsti, come comuni con la popolazione inferiore della metà che arrivano a 5 o 6, o come Arzachena che può arrivare fino a 20. E così, a La Maddalena, il tema dei vigili urbani stagionali diventa anche una questione di equità normativa. A sollevarlo in Consiglio comunale sono state le opposizioni, chiedendo chiarimenti sulle difficoltà di potenziare l’organico della polizia locale durante i mesi di maggiore pressione turistica.

Il nodo riguarda il recente decreto sicurezza, che consente ai Comuni di utilizzare i proventi della Tassa di soggiorno per assumere personale stagionale, derogando ai tetti di spesa previsti per il personale. Una possibilità importante per le località turistiche, chiamate d’estate a fronteggiare un forte aumento di presenze, traffico, controlli e servizi sul territorio.

La Maddalena, però, non applica la Tassa di soggiorno. Per le sue caratteristiche di isola, da anni utilizza la Tassa di sbarco, alternativa alla prima. Le due imposte, nate con finalità simili, non possono infatti coesistere nello stesso Comune. Proprio qui nasce la disparità segnalata dall’amministrazione: la norma richiama la tassa di soggiorno, ma non la tassa di sbarco. Il risultato è che il Comune maddalenino, pur disponendo di entrate legate ai flussi turistici, non può utilizzarle con la stessa flessibilità concessa ad altri centri per rafforzare la polizia locale nei periodi di maggiore afflusso.

L’amministrazione si è già mossa sul piano politico. Il 4 giugno la deputata Francesca Ghirra ha presentato un’interrogazione parlamentare, ancora senza risposta. Il sindaco Fabio Lai ha inoltre interessato deputati e senatori sardi, chiedendo un emendamento che estenda anche ai proventi della tassa di sbarco la possibilità di finanziare assunzioni temporanee di agenti di polizia locale.

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