Imbarcazioni nei mari del parco di La Maddalena, Cossu: «Bisogna difendere il nostro patrimonio ambientale»
Il consigliere di Orizzonte Comune: «È un eccesso vergognoso che mette a dura prova i fragili ecosistemi del nostro arcipelago»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nelle polemiche in corso in questi giorni sulla presenza di imbarcazioni nei mari del Parco nazionale di La Maddalena entra ora anche il consigliere comunale isolano d’opposizione, Stefano Cossu, di Orizzonte Comune, che ritiene tali presenze di «un eccesso vergognoso che sta mettendo a dura prova i fragili ecosistemi del nostro arcipelago, un volume di traffico che non porta alcun beneficio economico ai maddalenini che da sempre si sono battuti per difendere le isole e le bellezze di questo territorio, divenuto parco nazionale, per le sue peculiarità ambientali che oggi rischiano di essere seriamente compromesse».
Per Cossu, gli operatori nautici dell’isola «sono una sparuta minoranza senza tutele, schiacciata dalla concorrenza esterna e dal potere forte del mercato turistico della costa. Per lavorare devono contrastare con grandi sforzi, non solo la potenza di fuoco della concorrenza presente in tutta la costa gallurese, ma combattere contro un numero eccessivo e invisibile di abusivi».
Stefano Cossu ritiene ancora sentirsi in «dovere di difendere il nostro patrimonio ambientale e di renderlo fruibile con un approccio rispettoso dei luoghi e della gente che lo abita e lo vive. È una questione di civiltà che dobbiamo perseguire, anche per favorire i fruitori di queste nostre bellezze, che sono i primi a lamentarsi del caos che regna nei siti marini più gettonati, Cala Coticcio, Cala Garibaldi, Porto Palma a Caprera, cala Corsara a Spargi ed il mitico Porto della Madonna».