I soldi e le barche delle cosche in Gallura? L’allarme dopo la maxi inchiesta sullo spaccio
L’indagine sulla rete che ha portato a 19 arresti per traffico di cocaina in Costa Smeralda ha fatto emergere movimenti per l'investimento di fondi sporchi della camorra e rotte per Palau di imbarcazioni riconducibili a Cosa NostraIntercettazioni in corso (L'Unione Sarda)
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Yacht di Cosa Nostra per portare la cocaina in Gallura? Investitori delle cosche campane pronti a “sbarcare” a Palau? Sono le domande preoccupanti che, seppure indirettamente, pone l’ordinanza della gip di Tempio, Federica Distefano.
Si parla del provvedimento, chiesto e ottenuto dal pm Alessandro Bosco, sulla base del quale sono arrestate 19 persone a Palau, Olbia, Santa Teresa, Tempio e La Maddalena. L’ordinanza prende atto di una delicata indagine condotta dal personale del Commissariato di Porto Cervo e ricostruisce l’antefatto del lavoro della Polizia di Stato. Non si tratta di circostanze contestate agli indagati, ma di fatti dai quali sono partiti gli investigatori.
Si parla di soggetti che avrebbero organizzato il trasferimento della cocaina da porti laziali e toscani all’Arcipelago di La Maddalena. Persone collegate ad affiliati a Cosa Nostra e monitorate da tempo. Il personale della Polizia di Stato, coordinato dalla dirigente Valentina Piras, stando a indiscrezioni, avrebbe monitorato soggetti che sono arrivati in Gallura dalla Campania per trovare “canali” con pregiudicati e figure di secondo piano dello spaccio di droga. L’obiettivo dei soggetti legati alle cosche non era quello di trovare referenti per il narcotraffico, quanto persone disposte a supportare operazioni di investimento nei settori ricettivo e della ristorazione.
Le indagini (su tre presunti canali di spaccio di cocaina e in misura minore di marijuana) sono arrivate a Olbia e Porto Cervo. Durante l’inchiesta, tra l’altro è emerso, che alcuni degli indagati sottraevano materiale edile ed elettrico da uno degli hotel a cinque stelle della Costa Smeralda. Tra domani e venerdì tutti gli indagati (difesi dagli avvocati Antonello Desini, Jacopo Desini, Donatella Corronciu e Egidio Caredda) compariranno davanti alla gip Federica Distefano.
