Una corona gettata in mare davanti al monumento della Procellaria, isola di Santo Stefano, recentemente restaurato grazie all’impegno del Comando Marina Ovest, guidato dall’ammiraglio Enrico Pacioni, e del Comitato Procellaria presieduto da Mario Me. È stato il momento culminante delle celebrazioni svoltesi a La Maddalena per ricordare i marinai caduti il 9 settembre 1943.

A 83 anni da una delle pagine più drammatiche della Seconda guerra mondiale, subito dopo l’armistizio, l’isola ha reso omaggio agli equipaggi della corazzata Roma e dei cacciatorpediniere Da Noli e Vivaldi, affondati nelle tragiche vicende di quei giorni. Furono circa 1.700, complessivamente, i caduti delle tre unità. Il ricordo è andato anche ai feriti e ai superstiti, molti dei quali portarono per tutta la vita, nel corpo e nello spirito, i segni di quella tragedia. Due i momenti commemorativi. Nel piazzale della Capitaneria di Porto si è svolta questa mattina la cerimonia alla presenza dell’ammiraglio Pacioni, comandante di Marina Ovest e delle autorità civili e militari. Nel suo intervento Pacioni ha ripercorso gli avvenimenti del settembre 1943 e ricordato il sacrificio degli equipaggi. È intervenuto anche Mario Me, presidente del Comitato Procellaria, impegnato nel recupero del monumento.

Al restauro era stato dedicato, il giorno precedente, organizzato dal Comitato Procellaria, un convegno al Circolo Ufficiali, durante il quale sono state illustrate le iniziative che hanno consentito di recuperare la Procellaria e ricostruita la storia del monumento. Realizzata nel 1949 dallo scultore Carlo Fontana utilizzando un’antica colonna di granito proveniente da Roma e assegnata alla Marina Militare, la Procellaria venne inaugurata il 9 settembre dello stesso anno. Da allora è uno dei simboli della memoria marinara dell’arcipelago, dedicato ai caduti del mare, militari e civili, e legato in particolare alla Roma, al Da Noli e al Vivaldi.

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