Gallura-Sassari, la ferrovia può diventare una grande arteria ciclopedonale
Una possibilità emersa durante il confronto sulla mobilità sostenibile del nord SardegnaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non nasconde l’entusiasmo il sindaco di Bortigiadas, Emiliano Deiana, di fronte alla possibilità di utilizzare in chiave ciclopedonale la ferrovia che collega la Gallura a Sassari. Un’ipotesi emersa nel confronto sulla mobilità sostenibile del Nord Sardegna, al centro del recente incontro territoriale sulla strategia regionale iSTARE, svoltosi al Centro Servizi Saccargia di Codrongianos.
Al tavolo, coordinato dall’assessore regionale della Programmazione Giuseppe Meloni, hanno partecipato gli amministratori della Città Metropolitana di Sassari e della Provincia Gallura Nord Est Sardegna. Per l’Unione dei Comuni Alta Gallura erano presenti, i sindaci di Aggius Pietro Peru, di Aglientu Marco Demuro e di Bortigiadas appunto, Emiliano Deiana. La Regione ha programmato 25 milioni di euro per l’interconnessione sostenibile e la ciclabilità in Sardegna. L’obiettivo è mettere in collegamento e completare le infrastrutture esistenti, integrandole con la Rete ciclabile regionale e puntando in particolare su interventi di valenza sovracomunale. La fase operativa della strategia prevede infatti il coinvolgimento degli enti locali nella coprogettazione.
È in questo quadro che Deiana richiama l’attenzione sulle potenzialità del collegamento ferroviario: «In quest’ottica tutto il Nord Sardegna, da Palau a Sassari, ha un’infrastruttura eccezionale: la ferrovia che collega la Gallura a Sassari». Una prospettiva che il primo cittadino di Bortigiadas accoglie apertamente: «Si può pensare di riconvertire — restando coerenti dal punto di vista architettonico e paesaggistico — la ferrovia in un’arteria ciclopedonale capace di raccontare tutto il territorio del nord Sardegna all’Europa e al mondo? Si può avere il coraggio di osare? Di “pensare l’impensato” e di riadattare alla modernità un’infrastruttura storica che ricucisce territori e comunità?». La risposta di Deiana è netta: «Secondo me vale la pena di osare». Per il sindaco, inoltre, Unioni dei Comuni e Comunità montane devono essere il centro della strategia di sviluppo delle aree interne, mentre alle Province dovrebbe spettare il compito di coordinare gli interventi proposti dai territori, superando logiche limitate ai confini dei singoli Comuni.
