False attestazioni per le case coloniche, venti indagati a Olbia
Hanno ottenuto le concessioni sulla base di documenti falsi, sotto indagine un tecnico e diversi suoi clientiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Indagini chiuse e fascicolo davanti ai giudici di Tempio per una ventina di persone che hanno presentato progetti per la realizzazione di case di campagna a Olbia, ottenendo (sostiene il pm) le concessioni sulla base di documenti falsi. Secondo il sostituto procuratore Alessandro Bosco decine di permessi (miglioramenti fondiari con casa colonica) sarebbero stati rilasciati dal Comune di Olbia sulla base di false attestazioni che sarebbero state presentate sino al 2022 da un professionista.
La contestazione di falso riguarda il tecnico olbiese difeso dal penalista Giampaolo Murrighile, ma anche clienti che gli avrebbero dato l’incarico di presentare le richieste di miglioramento fondiario. Dagli uffici del Comune di Olbia è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Tempio che i proprietari delle aree in zona agricola hanno dichiarato di essere imprenditori agricoli professionali senza avere questo titolo (un requisito per ottenere le concessioni).
Nessun commento da parte dei difensori dei proprietari dei lotti (gli avvocati Pietro Carzedda, Jacopo Merlini, Alessandra Cocco, Antonello Desini, Gianni Pilisiu, Donatella Arru, Michele Ponsano, Luca Montella e Gianluca Cataldi). In alcuni casi sarebbero stati aperti i cantieri in campagna (anche una casa con piscina) e i committenti dei lavori sono stati denunciati per abuso edilizio e falso.
