Sono trascorsi 80 anni da quando il vescovo di Tempio, Albino Morera, ordinò sacerdote Giuseppe Riva nel 1945; e ne sono trascorsi quasi 30 (29 per l’esattezza) da quando morì il 30 agosto 1996 all’età di 75 anni. Primo parroco di Moneta, don Giuseppe Riva fu un prete fortemente vicino agli anziani e ai bisognosi, fermamente convinto che chi vive da solo dovesse essere assistito all’interno delle strutture della Chiesa. Per questo fondò l’Oasi Serena, con l’aiuto manuale ed economico di tanti maddalenini, una struttura tuttora esistente e operante; per realizzarla affrontò lui stesso le fatiche dei lavori manuali, fino agli ultimi giorni della sua vita.

«Che prete sarei se queste mani che spezzano il pane sull’altare del Signore non fanno niente per dare un tetto, un pasto caldo a chi è solo, a chi è anziano, a chi ha bisogno di un letto per riposare?», era solito rispondere. Anche ormai anziano, acciaccato e ammalato, continuava imperterrito ad assistere i suoi anziani e i poveri, completando con il proprio lavoro manuale le strutture che li ospitavano. Di formazione salesiana, don Riva si dedicò molto anche ai giovani, realizzando un grande oratorio e avviando scuole professionali; fondò anche la banda musicale dell’oratorio, la San Domenico Savio, tuttora esistente e apprezzata nell’isola e non solo.

La grande opera messa in piedi con grande fede e sacrificio fisico e morale (spesso fu incompreso se non criticato) da don Giuseppe Riva fu completata e anche regolarizzata per alcuni aspetti burocratici, e portata avanti dal suo successore, don Domenico Degortes, insieme ad alcuni capaci e volenterosi laici, poi da don Andrea Domanski, e ora dall’attuale parroco don Umberto Deriu, chiamato a gestire questa importante eredità dal punto di vista religioso e sociale.

A don Giuseppe Riva, nel 2003, è stata intitolata una grande piazza della frazione di Moneta, di recente realizzazione.

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