Le accuse sono pesantissime, per la Procura di Tempio un bambino è stato esorcizzato da quando frequentava l’asilo sino all’età di otto anni. Si parla di riti «con cadenza quotidiana» per liberare la piccola vittima «dalle fantomatiche conseguenze di nefaste forze del male» e poi dei viaggi a Sassari, ogni domenica, in una parrocchia per le preghiere e altre pratiche “liberatorie”.

La ricostruzione è quella contenuta nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dai pm, atto finale di una inchiesta su presunti maltrattamenti ai danni del piccolo, avvenuti in un paese della Gallura. La Procura di Tempio ha chiesto il processo per la nonna del minore, la principale protagonista del caso (stando alle indagini della Polizia di Stato) e per il padre del bambino. La posizione di un terzo indagato, un sacerdote, è stata stralciata, perché l’uomo è “incapace di intendere di volere”.

Le accuse, però, riguardano anche la madre del piccolo, la persona che nel 2023 si è rivolta al personale del Commissariato di Tempio facendo partire l’inchiesta. La donna è accusata, in concorso, dei maltrattamenti, le viene contestato di avere assistito ai riti e di non avere fatto quello che gli imponeva la potestà genitoriale, ossia di sottrarre il piccolo alla nonna, la pensionata ossessionata dalla presenza di “nefaste forze del male”. Ma è stata proprio la madre della giovanissima vittima a rivolgersi ai poliziotti a denunciare gli abusi e maltrattamenti. Nella prima versione del capo di imputazione (per maltrattamenti e violenza sessuale) la donna era persona offesa. Anche lei, stando almeno alle prime indagini, avrebbe subito gli esorcismi e le violenze fisiche e psicologiche. Ma adesso la sua posizione è quella di imputata, insieme al marito e alla suocera. Il quadro è pesante, il bambino veniva spogliato, cosparso di olio, preso con la forza e portato nella stanza dove lo attendeva il prete. La madre rischia anche di perdere la potestà genitoriale.
L’avvocatessa Edi Baldino, che assiste l’indagata insieme al penalista Giovanni Azzena, non ha voluto commentare la richiesta di rinvio a giudizio. Nonna e padre del bambino sono difesi dagli avvocati Domenico e Anna Putzolu. Il sacerdote che avrebbe visto il piccolo a Sassari non è stato denunciato, perché avrebbe solo pregato insieme agli indagati e al bambino. Dalle indagini emerge che altri religiosi erano a conoscenza della vicenda, ma non hanno mai partecipato ai “riti liberatori”. 

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