DAL NOSTRO INVIATO

SANDRO MANTEGA

DOMUSNOVAS Come ogni mattina mamma Cristina è entrata in camera sua per svegliarlo. Ma Andrea non ha risposto: era morto. Andrea Uccheddu aveva soltanto otto anni. Apparentemente è morto senza un perché. Non sono riusciti a scoprirlo neppure i medici del Pronto soccorso del Santa Barbara di Iglesias dove i genitori si sono precipitati tenendo tra le braccia quel corpicino inanimato in una disperata quanto inutile corsa contro il destino. Così il medico in servizio al Pronto soccorso ha proposto che venga disposta l'autopsia. Il direttore sanitario Tonino Farci, ha accolto la richiesta, l'esame è stato fissato per lunedì. Si saprà cosa ha ucciso il piccolo Andrea. Ma sarà ben poca cosa per una giovane famiglia piombata ieri mattina nell'incubo della disperazione.

IL DOLORE Domusnovas, via Cagliari. La villetta dove si è consumata la tragedia è un via-vai di persone: volti tristi, occhi lucidi, strette di mano, abbracci. Marco Uccheddu e mamma Cristina, i genitori di Andrea sono distrutti dal dolore. Impossibile avvicinarli. Nel guardino uno zio di Andrea riceve parenti e amici. Tutti chiedono perché. Lui scuote la testa, non ci sono riposte. «Era tranquillo, ha giocato poi la cena ed è andato a letto, come sempre». Non un sintomo, un malessere, un segnale. La morte ha colpito senza preavviso. «Non riusciamo a spiegarci perché». Parole sussurrate appena, prima di un cortese «non è il momento» che chiude il discorso.

Del resto non è che ci sia molto da raccontare.

LA NOTTE Il piccolo Andrea era andato a dormire nella sua camera, come ogni notte, aveva salutato il papà Marco, 42 anni, rappresentante di apparecchiature industriali e mamma Cristina, casalinga che non disdegnava qualche lavoretto saltuario. Il dramma è maturato nel silenzio della notte: Non un gemito, un'invocazione d'aiuto. Ma ieri mattina quando è entrata nella camera di Andrea per svegliarlo, a mamma Cristina è gelato in sangue: il bambino non rispondeva, era esanime. Cristina ha chiamato il marito. Insieme hanno preso tra le braccia il loro Andrea e sono partiti in auto a tutta velocità verso Iglesias. Una corsa disperata inseguendo la speranza che non fosse successo niente di irreparabile che i medici riuscissero a svegliare Andrea che continuava a non respirare.

LA TRAGEDIA Tutto inutile, la tragedia si era già compiuta. Al pronto soccorso del Santa Barbara i medici hanno tentato di rianimare qual corpiccino: non c'è stato niente da fare. A quel punto Marco Uccheddu ha ceduto, accasciandosi su una sedia in preda ad lieve malore.

Cosa ha ucciso Andrea? I medici non si sono pronunciati: impossibile da stabilire con un esame superficiale. Per stilare una diagnosi hanno ritenuto necessario l'esame necroscopico che verrà effettuato lunedì. Al momento si possono soltanto fare delle ipotesi. La più probabile potrebbe essere quella di un difetto congenito al cuore che Andrea potrebbe avere avuto dalla nascita ma del quale nessuno si era mai accorto. È quella, nella maggior parte dei casi, la causa di morti improvvise e inspiegabili come quella del bambino di Domusnovas. Sapere cosa ha spezzato la giovane vita del loro unico figlio sarà, però, una ben magra consolazione per mamma Cristina e papà Marco.
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