Docenti precari e caos Ata, scuola al via nell’Isola tra vecchi e nuovi problemi
Sono 170mila gli alunni sardi che risponderanno alla prima campanella, con una media di 35mila banchi rimasti vuoti nell'ultimo decennio a causa della denatalitàPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L'anno scolastico comincia con gli stessi problemi di sempre, tra un esercito di docenti precari, un contingente di immissioni in ruolo che i sindacati giudicano insufficiente e istituti con il preside a scavalco.
All'elenco delle emergenze si aggiunge il caos delle assegnazioni del personale Ata, migliaia di amministrativi, ausiliari (ex bidelli) e tecnici precari ingolfati in questi giorni nella scelta delle sedi, procedura online dirottata sulla piattaforma aperta dagli uffici scolastici provinciali che, tra blocchi del sistema e guai con l'interfaccia, si sta rivelando una trappola infernale.
In questa grande confusione, il 15 settembre risponderanno dunque alla prima campanella i 170mila (e poco più) alunni sardi, un contingente sempre più eroso a causa della denatalità, con una media di 5mila ragazzi in meno ogni anno e 35mila banchi rimasti vuoti nell'ultimo decennio.
Alla riapertura delle scuole nell'Isola, ha avvisato il coordinamento dei presidenti dei consigli d'istituto, «mancheranno molti presidi titolari e ci saranno tredici autonomie scolastiche in regime di reggenza, la maggior parte in territori periferici».
Quanto ai docenti, saranno 1.088 i precari che verranno assunti in Sardegna. «È il contingente stabilito dal Ministero, mentre migliaia di docenti continueranno a non avere garanzie di stabilità», dice Emanuela Valurta, segretaria regionale Flc Cgil.
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