«Attualmente risultano tre focolai attivi. Sono già operativi i piani di abbattimento previsti dai protocolli sanitari e sono state attivate le misure di restrizione sulla movimentazione dei capi: il blocco delle movimentazioni fuori dall’isola per due settimane, l’interdizione nelle aree entro 20 chilometri e ulteriori limitazioni fino a 50 chilometri».

Lo ha spiegato la governatrice Alessandra Todde, che ha anche l’interim dell’assessorato alla Sanità, in consiglio regionale, a margine della Commissione Congiunta Sanità e Attività Produttive convocata per fare il punto sulla dermatite nodulare bovina.

«È operativa la cabina di regia interassessorile che coinvolge sanità, agricoltura e ambiente, con il coordinamento delle attività e dei rapporti con il Ministero della Salute», ha detto ancora Todde. Aggiungendo: «Sul fronte della prevenzione, la Regione è pronta a riavviare la campagna vaccinale, già pianificata in considerazione della durata annuale della copertura. Parallelamente, – ha aggiunto - sono in corso verifiche per accertare le cause della diffusione del virus. La dermatite nodulare bovina, classificata come malattia di categoria A, richiede misure rigorose di controllo ed è legata anche alla presenza di insetti vettori; per questo sono state attivate azioni congiunte anche con l’assessorato all’Ambiente, in vista della stagione estiva».

Intanto, mentre l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus ha annunciato lo stanziamento di 13 milioni di euro «per rafforzare gli interventi a favore delle aziende colpite», le aziende del comparto lanciano un nuovo allarme. «Sulle strategie di gestione della nuova manifestazione della malattia, registrata nel Sarrabus, rimangono ancora da capire e definire le modalità di intervento», ha detto il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, a margine del Tavolo verde convocato oggi a Cagliari proprio dall'assessore Agus.

Taras, che ha rimarcato come al tavolo siano stati «grandi assenti» la rappresentanza dell’Assessorato della Sanità e quella dei Servizi veterinari, ha spiegato: «Abbiamo manifestato all'assessore Agus tutta la nostra disponibilità ad approfondire e a confrontarci col sistema sanitario regionale sul piano di azione necessario per arginare la malattia e su quello indispensabile per assicurare un adeguato livello di informazione alle migliaia di allevatori di bovini della nostra Isola. Una informazione che deve dare risposte a oltre il 96% delle aziende che hanno aderito e collaborato a pieno all'attuazione del programma di vaccinazione ordinato dalla Regione l'estate scorsa e a cui oggi risulta difficile da spiegare l'applicazione delle drastiche misure di controllo della malattia».

«La recrudescenza epidemiologica dei giorni scorsi, se non gestita adeguatamente, può portare all'inefficacia i tanti sacrifici fatti fino a oggi. L'idea di bloccare di nuovo, come nel 2025, le movimentazioni degli animali in Sardegna e oltre mare sarebbe una condizione capace di mettere a rischio il sistema produttivo dei bovini da carne di tutta l'Isola», ha sottolineato ancora Taras. «Ecco perché abbiamo chiesto all'assessore Agus di avere aggiornamenti costanti, partendo da un urgente incontro con l'Assessorato della Sanità, e soprattutto di costruirli a stretto contatto con tutto il sistema veterinario territoriale».

(Unioneonline)

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