Oltre 400mila sardi chiamati alle urne domenica 7 giugno (dalle 7 alle 23) e lunedì 8 giugno (dalle 7 alle 15) per eleggere sindaci e consigli comunali in 148 dei 377 Comuni dell’Isola.

I centri maggiori al voto sono Quartu Sant'Elena, Sestu, Porto Torres, Tempio Pausania e Sanluri.

Nei centri sopra i 15mila abitanti previsto il ballottaggio il 21 e 22 giugno in caso nessun candidato superi il 50% dei voti.

La distribuzione territoriale dei Comuni al voto conferma il peso delle aree interne: 37 comuni nell'Oristanese, 27 nella Città Metropolitana di Cagliari, 27 in quella di Sassari, 20 nel Nuorese, 13 nella Gallura, 11 nel Medio Campidano, 7 in Ogliastra e 6 nel Sulcis Iglesiente.

Uno dei temi più critici di questa tornata riguarda i piccoli comuni dove è stata presentata una sola lista, sessanta in tutto. In queste realtà, il candidato sindaco sfida l’astensionismo (l'elezione è valida se partecipa al voto almeno il 40% degli elettori iscritti e la lista ottiene almeno il 50% dei voti validi). Il rischio concreto, in caso di mancato raggiungimento di queste soglie, è il commissariamento dell'ente, con il blocco dei progetti strategici e dell'attività politica ordinaria.

Alla prova dell'affluenza figurano 3 Comuni nella Città metropolitana di Cagliari, 12 in quella di Sassari, 20 nella Provincia di Oristano, 10 a Nuoro, 5 nel Medio Campidano e in Gallura, tre in Ogliastra e due nel Sulcis Iglesiente.

(Unioneonline)

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