Carbonia, seconda auto bruciataOperaio nel mirino degli incendiari
Due auto bruciate in due mesi e sull'origine dolosa dei roghi non ci sono dubbi. Nel mirino degli incendiari è finito un operaio di 35 anniLa prima auto gliela hanno incendiata circa due mesi fa. La seconda è diventata un ammasso di lamiere fumanti ieri notte. Due blitz incendiari di cui ha fatto le spese sempre la stessa persona, un operaio di Carbonia, Luca Mereu di 35 anni. Pochi dubbi che sia finito nel mirino di uno o più incendiari per questioni forse di carattere personale. A riprova, il fatto che entrambe le macchine erano parcheggiate nello stesso punto. L'attentato di ieri è stato compiuto, infatti, in una strada della frazione di Serbariu, via Giuseppe Porceddu.
IL ROGO La Ford “Mondeo” station wagon dell'operaio era parcheggiata affianco a un'abitazione quando attorno alle due, col favore del buio, qualcuno ha con ogni probabilità sistemato vari pezzi di diavolina sopra gli pneumatici delle ruote anteriori e vicino al parabrezza. La station wagon ha preso fuoco immediatamente. Le fiamme hanno devastato gli interni, il calore nell'abitacolo ha mandato in frantumi tutti i vetri e il fumo che si è sprigionato ha annerito parte della facciata dell'abitazione di fronte alla quale la macchina era stata lasciata in sosta dalla sera precedente.
I primi ad accorgersi dell'incendio sono stati alcuni vicini di Luca Mereu. Sono stati messi in allarme dall'esplosione dei vetri e dal crepitio delle fiamme che avevano avvolto l'abitacolo.
I POMPIERI I vigili del fuoco sono arrivati in via Porceddu nel giro di pochi minuti, ma per la Ford c'era ben poco da fare visto che era ormai completamente avvolta dalle fiamme. I vigili hanno potuto soltanto domare l'incendio evitando che ulteriormente le abitazioni circostanti. Quando la situazione è stata considerata sotto controllo, la squadra a bordo dell'autobotte è rientrata nel distaccamento di via Roma. Davati alla macchina trasformata in un ammasso di lamiere ancora fumanti, a Luca Mereu non è rimasto che fare una amara constatazione: quella erala sua seconda auto presa di mira dagli incendiari. «La prima, una Opel “Astra”- racconta l'operaio - è stata incendiata circa due mesi fa ed era parcheggiata a pochi metri dalla Mondeo».
LE INDAGINI Sull'asfalto si vedono ancora i segni lasciati dal precedente incendio. Ieri il giovane, ancora scosso da quanto accaduto, non si sentiva di aggiungere altro. Se non ipotizzare che, come è intuibile, forse qualcuno ce l'ha davvero con lui per vecchie ruggini. Supposizione che il giovane ha riferito ai carabinieri, giunti sul posto assieme ai vigili del fuoco. Quella della vendetta personale è una delle piste che i militari sstanno seguendo per cercare di risalire quanto prima agli autori (o all'autore) dell'attentato incendiario.
ANDREA SCANO