Da zero a tre donne in Giunta. Dopo una settimana di frenetiche consultazioni con le forze politiche della maggioranza, il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Ugo Cappellacci, ha varato il nuovo esecutivo, che era stato azzerato dal Tar Sardegna per la mancanza di un equilibrio nella rappresentanza di genere, dopo un ricorso presentato dalle donne del centrosinistra sardo e da alcune associazioni.

LA NUOVA GIUNTA - Nella nuova squadra di governo entra il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, che proprio oggi ha azzerato la sua giunta, dopo un tentativo si sfiducia da parte della sua maggioranza, e che lunedì presenterà le dimissioni. Nonnis, indicata dai Riformatori Sardi, guiderà l'assessorato dei Lavori Pubblici. Nell'esecutivo anche due consigliere regionali del Pdl, Alessandra Zedda, dipendente regionale, che andrà all' Industria, e la giornalista Simona De Francisci, alla Sanità.

L'ex assessore della Sanità, Antonello Liori, si occuperà dell'assessorato del Lavoro, mentre Oscar Cherchi, ex assessore dell'Industria, andrà all'Agricoltura. Non riconfermati Mariano Contu (Pdl), Sebastiano Sannitu (Riformatori) e Franco Manca (tecnico indicato da Cappellacci nell'ultimo rimpasto l'autunno scorso), mentre tutti gli altri componenti della Giunta rimangono ai loro posti.

Il nuovo esecutivo è però ancora 'in pectore', perché gli assessori non hanno prestato giuramento. Per questo Cappellacci ha già scritto alla presidente del Consiglio regionale per chiedere una deroga temporanea alla pausa estiva degli 80 consiglieri per una riconvocazione dell'Aula prima di ferragosto. "La Giunta non va in vacanza - ha spiegato Cappellacci - e prosegue l'impegno sui fronti della continuità territoriale, della vertenza entrate, del patto di stabilità e delle azioni per il recupero del divario infrastrutturale rispetto alle altre Regioni. Le risorse sbloccate dal Cipe, un miliardo di euro, (tra l'altro nello stesso giorno in cui il Tar azzerava la Giunta sarda, ndr) è un risultato importante, che non affievolisce e, anzi, rinforza la nostra determinazione su tutte le altre questioni ancora aperte con il Governo". Su questi temi, infatti, Cappellacci ha sfidato sia i vertici del Pdl, restituendo la tessera del partito, che lo Stato, con ricorsi annunciati su Tirrenia e vertenza entrate davanti alla Consulta.

LE REAZIONI NELL'OPPOSIZIONE- "C'è da augurarsi che sia una giunta balneare e che sia l'ultima dell'era Cappellacci, perché i sardi, pur di liberarsi di questa maggioranza, saranno ben lieti di votare anche a Natale", ha detto il coordinatore del Pd, Franco Marras, commentando il varo della nuova giunta regionale. "I sardi proveranno certo sconcerto davanti a questa ennesima dimostrazione di incapacità a trovare le soluzioni per la crisi gravissima della nostra regione - ha aggiunto - appare del tutto evidente che ci troviamo di fronte a una squadra di governo che non risponde alle nEcessità della Sardegna ma che è ripiegata sulle logiche dei partiti della maggioranza del consiglio e fuori dal Consiglio".

"Trentadue assessori in trenta mesi: cambiare tutto per non cambiare niente", è invece il commento del capogruppo del Pd, Mario Bruno. Bruno si dice però pronto a tornare in aula prima di ferragosto, accogliendo la proposta del Presidente della Regione, per una seduta dedicata al giuramento degli assessori. "Mi sembra che Cappellacci, con l'ennesimo rimpasto, più che alla soluzione dei problemi della Sardegna - aggiunge l'esponente del centrosinistra - abbia guardato a quelli della sua coalizione, peraltro senza riuscirci. L'equilibrio di genere è servito per tentare ben altri equilibri di potere - osserva - Si spiega solo così l'alternanza di assessori, evidentemente competenti su tutto: prima di industria, oggi di agricoltura, come se non avessimo di fronte i principali drammi dell'Isola che necessitano di vere competenze". Riguardo alla staffetta Pdl all'assessorato della Sanità, Bruno ritiene che si siano fatte cadere "tutte le colpe del fallimento su Liori, per mascherare le divisioni che hanno impedito la la benché minima riforma".

"Salutiamo con favore l'ingresso delle donne nella Giunta regionale, ma più che guerriere ci sembrano vittime sacrificali: uno schiaffo alla competenza ed all'urgente necessità di rafforzare la capacità di governo della Giunta regionale". E' il commento, sul nuovo esecutivo annunciato dal presidente Ugo Cappellacci, del capogruppo Idv in Consiglio regionale, Adriano Salis, secondo il quale "le consigliere De Francisci e Zedda, in assessorati strategici sono state caricate di responsabilità eccessive rispetto alla loro inesperienza e non depone favorevolmente per la signora Nonnis la sua disastrosa esperienza come sindaco di Oristano". L'Idv in Consiglio ritiene sia stata "sprecata malamente sull'altare delle misere esigenze di coalizione e di corrente l'opportunità rappresentata dalla sentenza del Tar Sardegna, perché Cappellacci avrebbe potuto colmare l'assenza delle donne nell'esecutivo e nel contempo potenziarne la capacità di risposta sia ai problemi drammatici già presenti che a quelli che già si annunciano all'orizzonte a causa dell'anticipazione dell'iniqua manovra varata dal governo nazionale". "E' stata sanata l'ingiustizia di genere, ma è stata accentuata la debolezza politica della giunta - conclude Salis - sono aumentate le lacerazioni ed i conflitti tra i partiti della coalizione ed all'interno degli stessi e non si è avuto il coraggio di rimandare in Consiglio assessori palesemente inadeguati al ruolo e di chiamare in Giunta personalità qualificate e convincenti".
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