Campane a morto per il polo tessile:nessuna offerta per la Legler
La relazione del commissario straordinario lascia pochi dubbi sul futuro del polo tessile. Nessuna offerta concreta per rilevare i tre impianti di Macomer, Ottana e SiniscolaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Legler sta per esalare l'ultimo respiro. Anzi, le campane a morto hanno iniziato a suonare già ieri pomeriggio a Roma, con la data dei funerali che sarà stabilita dai tribunali di Nuoro e Oristano.
Il fallimento appare inevitabile assieme a tutti i tentativi di rilanciare le tre fabbriche e salvare i 500 posti di lavoro.
LA PRODI BIS Entro novembre i tribunali di Nuoro e Oristano dovranno decretare il fallimento dopo la relazione consegnata dal commissario straordinario Emanuele Rimini, che ha dichiarato concluso il tentativo di rilancio del settore tessile attraverso la legge Prodi-bis. Legge che ora dovrà essere convertita in procedura fallimentare.
È iniziata adesso una corsa contro il tempo, anche se per lo stabilimento di Ponte San Pietro in Lombardia, il Tribunale di Bergamo ha già fissato l'udienza per il 21 ottobre. Al Tribunale di Nuoro, per gli stabilimenti di Ottana e Siniscola, secondo indiscrezioni, la data sarebbe fissata per novembre. A seguire l'udienza del Tribunale di Oristano per lo stabilimento di Macomer.
FUTURO Le speranze sono appese ad un filo, a quel verbale sottoscritto ieri pomeriggio a Roma, dopo il drammatico incontro al ministero dello Sviluppo economico cui hanno partecipato i sindacati a tutti i livelli, assieme al rappresentante del Ministero Giampietro Castano, il commissario straordinario Emanuele Rimini, gli assessori all'Industria della Regione e della Provincia Sandro Angioni e Costantino Tidu e un rappresentante della Regione Lombardia. «Non tutto è perduto, anche se siamo fortemente preoccupati - commenta Costantino Tidu - le speranze ci sono ancora, visto che il Commissario ha sottoscritto il verbale confermando la continuità di impresa, quindi di attendere altre manifestazioni di interesse prima che i Tribunali si pronuncino col fallimento. In questo periodo di tempo dobbiamo però cercare delle soluzioni assieme alle istituzioni e i sindacati».
REGIONE L'assessore Sandro Angioni appare più realistico. «Al momento non ci sono manifeste intenzioni di interesse. Per questo bisogna attendere cosa succederà da questo momento fino a novembre, per cercare soluzioni legate all'attività tessile. In alternativa vedremo altre formule e, in ogni caso, l'orientamento della Giunta Regionale è la salvaguardia dei posti di lavoro».
IL SINDACATO Sarà possibile? «È un passo da compiere costi quel che costi - dice Franco Mussoni della Cgil - l'alternativa ai 500 lavoratori non devono però essere gli ammortizzatori sociali. Chiediamo l'intervento di Governo e Regione».
Richiesta accolta dal responsabile del Ministero che ha riconvocato l'incontro fra dieci giorni a Roma. «Invitiamo il Governo e la Regione a percorrere tutte le strade possibili per evitare il fallimento - dice Ignazio Ganga della Cisl - non possiamo permettere che di colpo vengano cancellati tre stabilimenti». Franceschino Spanu della Uil aggiunge: «Bisogna respingere gli avvoltoi che aleggiano attorno al cadavere della Legler».
Intanto a seguito della situazione di emergenza verificatasi nell'area industriale di Ottana e della delicata vertenza tra Ottana Polimeri e il Consorzio Industriale provinciale, la Provincia di Nuoro ha fissato un incontro per le nove di questa mattina.
FRANCESCO OGGIANU