«Signora, il budget è esaurito: la sua visita salta, se ne riparla a febbraio». Il tono è stato più gentile, ma è questo il senso della telefonata ricevuta ieri da Lidia Cossu, cagliaritana di 78 anni.  

Ad agosto aveva prenotato una visita ortopedica in un centro specializzato che lavora in convenzione con il sistema sanitario regionale: uno di quelli che, sovvenzionati dal pubblico, con le loro prestazioni contribuiscono a ridurre  le liste d’attesa. Visti i tempi biblici, è evidente che sia solo una toppa su una voragine gigantesca del pubblico. Ma senza i privati sarebbe peggio. 

Il 28 agosto l’anziana aveva fissato attraverso il Cup il primo accesso per  una visita ortopedica e reumatologica: gli acciacchi dell’età si stavano facendo sentire ed era necessaria. Primo posto disponibile: in un centro privato, per il 28 ottobre 2024.  Due mesi: tanto, ma non troppo. 

La data si stava avvicinando  e ieri è arrivata la cortese chiamata: i fondi  messi a disposizione dalla Regione per pagare le prestazioni specialistiche in convenzione sono esauriti, è stato spiegato alla signora Cossu, quindi le visite sono rimandate all’anno prossimo, quando ci sarà un nuovo budget: per lei la disponibilità sarà il 24 febbraio.  E lei è costretta ad aspettare. Oppure a pagare. «E se volessi farla totalmente in privato?», ha chiesto. Risposta: «In quel caso la disponibilità è immediata».  

© Riproduzione riservata