Polemica tra Regione e Anas sul progetto – mai realizzato – per la messa in sicurezza della Statale 195 Sulcitana tramite la posa di barriere anti-mareggiata.

A fare da casus belli, alcune dichiarazioni rese venerdì scorso a L’Unione Sarda dal responsabile della Struttura Territoriale Sardegna di ANAS Salvatore Campione che, dopo il devastante passaggio del Ciclone Harry che ha causato l’interruzione della circolazione sulla Statale, aveva affermato che il progetto era stato messo in programma da Anas, ma che «dall’assessorato all’Ambiente non c’è mai mai stata la volontà di realizzare la massicciata».

Dopo tre giorni è arrivata la replica piccata proprio dall’Assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente, che in una nota ha espresso «stupore e forte preoccupazione», per le dichiarazioni di Campione, giudicate «gravi, infondate e non rispondenti al vero».

«Le affermazioni di Anas – commenta l’assessora Rosanna Laconi – e del suo responsabile territoriale in Sardegna non corrispondono ai fatti e rischiano di diffondere un'informazione inesatta su un procedimento pubblico che richiede, da parte di tutti i soggetti coinvolti, correttezza, responsabilità e rispetto della verità documentale e dei cittadini».

«L'assessorato della Difesa dell'Ambiente, come Anas ben sa, ha operato nel rispetto delle norme che disciplinano tali procedimenti e con piena lealtà istituzionale, assicurando ogni contributo collaborativo utile e necessario, a tutela della sicurezza dei cittadini e di un territorio di elevato valore ambientale», si legge in una nota diffusa da Villa Devoto.

L’assessorato ripercorre poi l’iter del progetto: «Già con nota ufficiale del 14 luglio 2020, quindi oltre cinque anni fa, il Servizio Valutazioni Ambientali della Regione Sardegna aveva formalmente comunicato ad ANAS che l'intervento proposto sulla S.S. 195, per dimensioni, localizzazione e tipologia delle opere previste, dovesse essere assoggettato alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), in quanto ricadente in un'area sottoposta, per espressa previsione normativa e non per valutazioni discrezionali degli uffici, a specifici regimi di tutela ambientale e paesaggistica». «Nonostante tale chiaro inquadramento, – viene aggiunto - Anas ha attivato l'istanza di verifica di assoggettabilità a Via solo nel 2024, a distanza di quasi quattro anni dalla comunicazione regionale, depositando una documentazione progettuale che riproponeva sostanzialmente le stesse soluzioni già note, in particolare la realizzazione di una scogliera frangiflutti rigida lungo il litorale, senza superare le criticità già evidenziate in sede di inquadramento preliminare».

Ancora, prosegue la nota della Regione, «nel corso dell'istruttoria, il Servizio Via regionale ha operato con massima collaborazione istituzionale, garantendo incontri tecnici, richieste di integrazione motivate e proroghe procedimentali, nell'esclusivo interesse di una corretta e completa valutazione degli effetti ambientali dell'opera. Le integrazioni richieste non rappresentavano un ostacolo burocratico, ma erano indispensabili per valutare correttamente gli impatti su erosione costiera, dinamica dei sedimenti, habitat tutelati e paesaggio, come previsto dalla normativa nazionale ed europea - è scritto ancora nella nota - Contrariamente a quanto dichiarato dall'ing. Campione, non risulta che la Regione abbia mai negato dati o impedito lo svolgimento degli studi: al contrario, la documentazione prodotta da Anas è stata ritenuta incompleta e non adeguata rispetto alla complessità dell'intervento proposto. È bene ricordare che la produzione degli studi ambientali è responsabilità del proponente, non dell'autorità competente alla valutazione».

Insomma, aggiunge Laconi, «la procedura non è stata “bloccata” dalla Regione: è stata archiviata nel dicembre 2024 su esplicita richiesta di Anas, che ha dichiarato di voler procedere a una revisione complessiva del progetto per poi presentare una nuova istanza. A oggi, nessun nuovo progetto risulta depositato presso gli uffici regionali competenti». Per questo, «appare inaccettabile attribuire alla Regione o all'Assessorato della Difesa dell'Ambiente responsabilità che attengono esclusivamente alle scelte, ai tempi e alle decisioni di ANAS».

Ancora, prosegue la nota, «l'Assessorato regionale della Difesa dell'Ambiente ribadisce con fermezza di aver sempre operato nel rigoroso rispetto della legge, a tutela dell'interesse pubblico, della sicurezza dei cittadini e della salvaguardia del proprio patrimonio ambientale, e respinge ogni tentativo di scaricare su altri enti responsabilità che non gli competono». Infine, la conclusione, «la Regione resta disponibile al confronto istituzionale, ma non accetterà ricostruzioni parziali o strumentali dei fatti, che rischiano di disorientare l'opinione pubblica e di compromettere un dibattito che deve invece poggiare su dati, atti e responsabilità chiaramente individuabili».

(Unioneonline)

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