Barisardo, arrestati due giovaniper l'agguato all'operaio di Arzana
Killer venuti da lontano, ma non troppo. Sedici chilometri, da Barisardo ad Arzana, per uccidere con sette fucilate Pierino Demurtas, l'operaio di 37 anni caduto il 10 ottobre scorso sotto un'autentica tempesta di piombo davanti alla porta di casa. Freddato mentre telefonava alla sua fidanzata. La svolta nell'inchiesta sul micidiale agguato arriva in poco meno di due settimane, sotto forma di un doppio decreto di fermo firmato dal pm Domenico Fiordalisi.KILLER E MOVENTE Ieri all'alba, i carabinieri hanno messo le manette ai polsi di Marco Mura, 30 anni, e Mauro Puddu, 37 anni, disoccupati di Barisardo con precedenti giudiziari alle spalle. Ora entrambi sono rinchiusi nel carcere nuorese di Badu 'e Carros. Il procuratore della Repubblica di Lanusei li sospetta autori materiali del barbaro delitto e ipotizza anche un movente. Pierino Demurtas sarebbe stato ucciso per soldi. I suoi carnefici volevano mettere le mani su una sostanziosa somma di denaro che apparteneva alla famiglia dell'ucciso. C'è un mandante? La caccia è apertissima.
L'INCHIESTA Cifre?, provenienza del denaro? Su questi e altri interrogativi il magistrato ha imposto una rigidissima consegna del silenzio, almeno fino all'udienza di convalida del fermo prevista per oggi a mezzogiorno. Mura (difeso dall'avvocato Francesco Serrau) e Puddu sono finiti in un'inchiesta a scatole cinesi condotta dai militari della compagnia di Lanusei e delle stazioni di Arzana e Barisardo. Le operazioni, dirette sul campo dal capitano Dario Pini e coordinate in Procura dal pm Fiordalisi, si sono intrecciate con un blitz, eseguito sempre ieri dai militari dell'Arma e sfociato in tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari ottenute sempre dal pm Fiordalisi. Una è stata notificata in carcere a Mauro Puddu, fermato per il delitto, le altre due a suoi amici di Barisardo, Alberto Loi, 36, commerciante, e Emanuele Lobina, 35 anni, disoccupato.
DROGA E SANGUE Puddu, per ora, è l'unico anello di congiunzione tra le due indagini. I carabinieri lo seguivano da tempo attraverso un'intesa attività di intercettazione e di controlli a distanza. Ritenuto dagli inquirenti uno spacciatore di droga, dal maggio scorso è diventato un osservato speciale. Il certosino lavoro di intelligence ha portato gli investigatori a ritenere che Puddu avesse legami con personaggi vicini alla malavita di Arzana. E forse proprio su questi rapporti, già concosciuti da diverso tempo, si è innestata la svolta dell'indagine sull'omicidio di Pierino Demurtas. Il procuratore Fiordalisi ha messo sotto torchio diverse persone e, dopo ripetuti interrogatori condotti personalmente, ha trovato gli elementi utili per far scattare il fermo di Mauro Puddu e Marco Mura.
I MISTERI Che c'entrava Pierino Demurtas con i presunti sicari? Nulla, all'apparenza. Nelle indagini sul traffico di droga che riguardano Mauro Puddu, l'operaio assassinato non compare nemmeno di striscio. Il fatto che fu processato per vicende di droga non basta, per ora, a spiegare una esecuzione così spietata. La risposta, forse, è negli atti di un'inchiesta tenuta segreta. Segretissima, non a caso.