31 maggio 2011 alle 09:23aggiornato il 31 maggio 2011 alle 09:23
Assemini, ucciso e bruciato in campagnaCoppo: "Sì, c'ero ma non ero solo"
Manuel Coppo, il 29enne pregiudicato di Assemini, fermato dai carabinieri nella notte tra sabato e domenica con l'accusa di aver strangolato l'amico di bevute Mauro Casti, ha ammesso qualcosa, confusamente, contraddicendosi spesso, impantanandosi ogni volta che ha dovuto affrontare un passaggio chiave o è stato chiamato a spiegare un'incongruenza. Ma soprattutto ha tirato in ballo altre persone. LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU L'UNIONE SARDAPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Coppo ha tirato in ballo altre persone - seppur senza farne i nomi - che a suo dire avrebbero preso parte al delitto. «C'ero anche io, ma non ero da solo. A uccidere Mauro siamo stati in tre, eravamo tutti ubriachi e al bar c'è stato un litigio, poi l'abbiamo caricato in auto e l'abbiamo portato sino a quella casupola, dove è successo quello che sapete».
LA RIVELAZIONE È questa la prima (e finora unica) versione fornita agli inquirenti da Manuel Coppo, il 29enne pregiudicato di Assemini fermato dai carabinieri nella notte tra sabato e domenica con l'accusa di aver strangolato l'amico di bevute Mauro Casti (46 anni, anche lui asseminese) e averne poi bruciato il corpo dentro un deposito per attrezzi in aperta campagna. Una ricostruzione resa poche ore dopo il delitto, a caldo, nel corso del lungo interrogatorio al quale il giovane è stato sottoposto nella caserma dell'Arma di Assemini conclusosi con il suo arresto per omicidio e distruzione di cadavere.© Riproduzione riservata
