03 agosto 2008 alle 20:22aggiornato il 03 agosto 2008 alle 20:22
Asinara: da luogo di detenzionea parco naturale e luogo di cultura
Da tre anni l'Asinara ospita "Pensieri e parole", un festival diretto Da Antonello Grimaldi e Sante Maurizi che mette a confronto libri e film tratti da libri, il racconto letterario e quello cinematografico. Ma è solo dall'anno scorso che le proiezioni vengono organizzate nel cortile del supercarcere di Fornelli.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un vecchio proiettore, tante sedie di legno e appena cala la notte, proprio accanto alle celle minuscole che hanno ospitato Cutolo e Vallanzasca, Riina e Franceschini e da dove solo un ventottenne dell'interno della Sardegna, Matteo Bove, è riuscito a scappare, su una parete dipinta di bianco la magia del cinema rompe ogni incubo, come nella piazza di Nuovo Cinema Paradiso. Finora in questo cortile sono stati proiettati un pugno di film (l'ultimo di questa edizione, domani, sarà il film-tv di Antonio Tibaldi tratto da Lupo Mannaro di Carlo Lucarelli) e su una bancarella all'ingresso del carcere è stato venduto qualche libro: poca roba, ma quello che conta, come spiega Sante Maurizi a un pubblico attento di almeno 200 persone è che a quest'isola ancora incontaminata e preziosa ci si avvicini con discrezione, magari portandosi dietro un bel libro da leggere nel silenzio. E c'è l'idea di realizzare all'interno dell'ex supercarcere una biblioteca con i libri scelti dagli ospiti del festival, quelli che ciascuno vorrebbe trovare su un'isola deserta. Anche Gomorra, il film che Matteo Garrone ha tratto dal libro di Roberto Saviano avrebbe dovuto essere proiettato all'Asinara ma all'ultimo momento, per motivi organizzativi, la proiezione è avvenuta in una piazza di Alghero, altra sede del festival, davanti a un pubblico attento e numeroso. All'Asinara era atteso Saviano che però, dice lo scrittore napoletano Maurizio Braucci, uno degli sceneggiatori del film arrivato in sua vece, dopo la sentenza contro il clan dei casalesi è all'estero per motivi di sicurezza. E pensare che in un primo tempo era stata invece individuata proprio l'Asinara come meta "protetta" (e inaccessibile anche dopo la dismissione del carcere) per l'autore di Gomorra che vive da tempo sotto scorta. Del resto fu in quest'isola che nel 1985, dopo l'uccisione dei commissari Giuseppe Montana e Ninni Cassarà, furono trasferiti Falcone e Borsellino. Nella foresteria, poco lontano da dove ieri sera si proiettava "Caos calmo", iniziarono a scrivere l'istruttoria del maxiprocesso contro Cosa Nostra. Racconta Giuseppe Ayala nel libro "Chi ha paura muore ogni giorno" che li raggiunse per un week end a bordo di un aereo messo a disposizione dai servizi riuscendo a portare un pò di spensieratezza in quel clima drammatico. In questi giorni, in quella stessa isola, in quello stesso carcere si parla di libri e di cinema: ieri, prima della proiezione di "Caos Calmo" c'è stato un collegamento telefonico con Sandro Veronesi: "mi sembrava che dal mio libro ci fosse poco da cavare per un film, poi mi sono accorto che in un libro il cinema ce lo mettono i registi, gli sceneggiatori e gli attori. Insieme fanno nascere una cosa nuova". Neri Marcorè e Lella Costa, madrina del festival, hanno intrattenuto brevemente il pubblico, all'ultimo momento è arrivato da Torino anche Antonello Grimaldi. Poi, nel silenzio, è partita la proiezione.
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