Una storia d'amore e di guerra: “Come gli Uccelli” del franco-libanese Wajdi Mouawad approda nell'isola grazie al circuito CeDac Sardegna ed è una prima nazionale per la versione italiana firmata da Il Mulino di Amleto. Lo spettacolo, che ha vinto il Premio Ubu 2024 per il miglior testo straniero sarà in cartellone al Teatro Massimo di Cagliari da domani sino a venerdì alle 20.30, poi ancora venerdì ma di pomeriggio alle 16, sabato alle 19.30 e domenica alle 19. Il tour sardo si chiude lunedì al Teatro Comunale di Sassari (ore 20.30).

Il testo, tradotto in italiano da Monica Capuani per la regia di Marco Lorenzi, racconta della storia d’amore tra Eitan, giovane di origine israeliana, e Wahida, ragazza di origine araba, in una realtà storica fatta di conflitti, dolore, odii, attentati. Un labirinto di storie, eredità dimenticate, lotte fratricide che dà vita a un’indagine emotiva sulla propria identità culturale e sulle proprie origini. Una riflessione toccante e profonda sull’amore, l’incontro e l’identità.

Disperatamente giovani e innamorati, Eitan e Wahida, si conoscono a New York, in una delle scene d’incontro d’amore tra le più belle finora scritte per il teatro. A dispetto delle loro origini, la loro relazione fiorisce e cerca di resistere alla realtà storica con cui i due ragazzi devono inevitabilmente fare i conti. Ma nel loro destino, qualcosa va storto sull’Allenby Bridge (Hebrew: רשג יבנלא Gesher Allenby), il famoso ponte che collega (ma allo stesso tempo divide, perché i controlli sono serratissimi e non a tutti è permesso il passaggio) Israele e Giordania. Eitan rimane vittima di un attentato terroristico proprio su quel ponte (luogo e simbolo) e cade in coma. La storia personale dei protagonisti si intreccia alla Storia, con la “S” maiuscola.

Insomma, il Teatro è l’unico luogo dove le assurdità della Storia possono essere rappresentate, in ogni sfumatura, per discuterle insieme, con la speranza utopistica che non si debbano più ripetere. 

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