Oristano, Massimo Cultraro racconta cosa c’era “Prima dei Fenici”
L’iniziativa si terrà domenica 25 ottobrePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopo l’apertura dedicata all’archeozoologia, il ciclo di conferenze “Archeologia, arte e scienza tra l’isola e il Mediterraneo”, promosso dall’Antiquarium Arborense con la Fondazione Oristano e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Oristano, propone un secondo appuntamento che guarda lontano, oltre il mare. Domani, domenica 25 ottobre, alle 18, nella Sala conferenze dell’Hospitalis Sancti Antoni (ingresso da via Cagliari), Massimo Cultraro parlerà di “Prima dei Fenici. Sardegna e Mediterraneo orientale alle soglie della Storia”. Il relatore è un grande conoscitore della Grecia micenea e delle sue relazioni internazionali. Archeologo, direttore di ricerca al Cnr-Ispc di Catania e docente di Archeologia Egea all’Università di Palermo, Cultraro dirige anche un progetto di ricerca in Georgia, tra Mar Nero e Caucaso. È socio dell’Accademia delle Scienze di Torino e nel 2021 ha ricevuto il Premio Internazionale Sabatino Moscati per la divulgazione scientifica.
Al centro dell’incontro, i rapporti tra la Sardegna nuragica e il mondo egeo. L’isola entra nella rete dei contatti con l’Egeo proprio nel momento di massimo sviluppo dei palazzi micenei, alla fine del XIV secolo a.C. Perché i naviganti elladici si spinsero verso quello che Omero ancora raffigurava come l’oscuro Occidente, terra di pirati e popolazioni ostili? Le ragioni, spiega il programma, sono diverse: le considerevoli risorse minerarie dell’isola, la nota abilità tecnologica dei suoi abitanti, l’attitudine alla navigazione, e la necessità, da parte micenea, di aprire nuovi mercati commerciali.
In assenza di fonti scritte, è l’archeologia a raccontare questa storia. Non solo storie di merci, ma soprattutto di uomini stranieri che contribuirono alla crescita della società nuragica, destinata a proiettarsi dentro una vasta rete di collegamenti tra Nordafrica, Egeo e Mediterraneo orientale. L’ingresso è libero.
