Genitori in crisi: adolescenti senza limiti in Italia

09 aprile 2026 alle 14:40
Roma, 9 apr. (askanews) - L'Italia sta attraversando una profonda crisi educativa che vede i genitori sempre più in difficoltà nel gestire i propri figli adolescenti. Secondo i dati del Rapporto Nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza, solo il 6% degli adolescenti dichiara che la madre limita molto la loro libertà, mentre il 23,1% afferma che lo fa abbastanza. La maggioranza dei giovani, quindi, cresce senza restrizioni significative, in quello che gli esperti definiscono una vero e proprio 'anarchia educativa'.Il problema emerge con particolare gravità nella fascia d'età tra gli 11 e i 15 anni, quando il concetto di limite risulta indefinito per gli adolescenti e viene percepito principalmente attraverso il punto di vista degli adulti. 'Oggi assistiamo a un capovolgimento dei ruoli: non sono più i figli in balia dei genitori come nell'epoca del Novecento, ma i genitori in balia dei figli', spiega il Prof. Daniele Popolizio, presidente del Gruppo CENPIS e pioniere della psicologia della performance in Italia.La correlazione tra monitoraggio genitoriale e comportamenti a rischio è scientificamente dimostrata: esiste una correlazione negativa tra il controllo parentale e i comportamenti pericolosi, specialmente nella fascia d'età 14-15 anni. Questo significa che un maggiore controllo da parte dei genitori può ridurre significativamente la propensione degli adolescenti a comportamenti rischiosi.'Il problema nasce dal fatto che i giovani di oggi si percepiscono onnipotenti perché hanno in mano lo scibile umano attraverso un telefonino', continua Popolizio. 'Pensano di poter controllare tutto perché possono avere informazioni su tutto, ma rimangono ancora come i bambini piccoli che spesso diventano vittime di incidenti casalinghi'.Il National Parent Forum, primo evento nazionale dedicato alle competenze genitoriali organizzato dal Gruppo CENPIS, ha evidenziato come questa problematica stia assumendo dimensioni preoccupanti. Con 400 partecipanti al Cavalieri Hilton di Roma, l'evento ha registrato una partecipazione straordinaria che testimonia l'urgenza del problema. 'Sorprendentemente, mentre mediamente alle conferenze scolastiche partecipano 15-20 genitori, quando le organizziamo noi arriviamo a 180-200 presenze', racconta Popolizio.La questione si complica ulteriormente nell'era digitale, dove i genitori hanno delegato l'educazione a strumenti esterni che non hanno finalità educative ma commerciali. 'I social network e le piattaforme digitali non devono educare i ragazzi, sono strumenti economici', osserva l'esperto.'Abbiamo creato la prima scuola per genitori in Italia', annuncia Popolizio, riferendosi al circuito di eventi formativi che il suo gruppo organizza mensilmente nelle scuole più importanti di Roma, come il Liceo Righi, classificato primo in Italia. L'approccio si basa sul tema 'conoscere l'adolescenza per essere genitori competenti oggi', una necessità sempre più urgente in una società che ha perso i punti di riferimento educativi tradizionali.Il fenomeno ha radici profonde nella trasformazione sociale degli ultimi decenni. Se nel Novecento il problema era l'eccesso di autorità genitoriale, oggi siamo passati all'estremo opposto: l'assenza totale di controllo. Questa situazione genera adolescenti che non sviluppano il senso del limite e della percezione del pericolo, come dimostrato tragicamente da recenti episodi di cronaca.La soluzione, secondo gli esperti, passa attraverso un recupero delle competenze genitoriali e una maggiore consapevolezza del ruolo educativo. 'Servirà un recupero dell'autorevolezza genitoriale, non autoritaria ma autorevole', conclude Popolizio. 'I genitori devono tornare a essere guide per i propri figli, non loro amici o complici'.L'impatto di questa crisi educativa si riflette non solo sul benessere familiare, ma sull'intera società. Giovani che crescono senza limiti diventano adulti che faticano a rispettare regole e a gestire responsabilità, creando un circolo vizioso che perpetua il problema generazionale.Il futuro richiede un intervento strutturato che coinvolga famiglie, scuole e istituzioni in un progetto educativo condiviso, capace di restituire ai giovani quella percezione del limite che è fondamentale per una crescita equilibrata e responsabile.