Quando Alberto ha chiamato Studio Health Experience aveva un obiettivo preciso: perdere peso. «Ho una decina di chili di troppo, vorrei dimagrire», ha detto durante il primo incontro qui, nella sede di Assemini. Un desiderio semplice, comune a tante persone che decidono di ricominciare a prendersi cura di sé dopo anni trascorsi tra lavoro, famiglia e poco tempo da dedicare al proprio benessere. Ha poco più di cinquant'anni, è un imprenditore, trascorre gran parte della giornata seduto davanti al computer e, come molti, aveva iniziato a notare piccoli segnali che sembravano inevitabili: il fiatone dopo una rampa di scale, la schiena dolorante alla fine della giornata, il sonno sempre meno ristoratore, la stanchezza che sembrava accompagnarlo fin dal mattino. Per lui, però, la spiegazione era una sola: quei chili accumulati nel tempo. Eppure, già durante la prima valutazione, è emerso che il peso raccontava soltanto una parte della storia. «Molto spesso le persone arrivano da noi convinte che il loro problema sia esclusivamente la bilancia», spiega Luca Piano, founder di Studio HE e del Metodo Piano. «In realtà il peso è spesso l'ultimo anello di una catena molto più complessa. Prima di pensare a quanto dimagrire, ci chiediamo perché quel corpo oggi faccia così fatica a stare bene». È una differenza di approccio che cambia completamente il percorso. Negli ultimi anni il desiderio di dimagrire è diventato uno dei motivi principali che spingono le persone a rivolgersi a professionisti del movimento. Eppure non sempre la risposta coincide con un programma di allenamento intenso o con una dieta restrittiva. Sempre più studi sottolineano come dolore cronico, sedentarietà, alterazioni posturali, sonno insufficiente e stress possano influenzare profondamente la qualità del movimento, la capacità di allenarsi con continuità e, indirettamente, anche il controllo del peso corporeo. In altre parole, un corpo che si muove male difficilmente riuscirà a cambiare in modo duraturo. È proprio da questa convinzione che nasce il lavoro svolto all'interno di Studio Health Experience. Prima ancora di parlare di esercizi o calorie, ogni persona viene sottoposta a una valutazione approfondita che analizza composizione corporea, postura, mobilità, eventuali limitazioni funzionali e stile di vita. Non è un semplice punto di partenza tecnico, ma una fotografia completa e immediata della persona. Nel caso di Alberto, le valutazioni hanno evidenziato rigidità diffuse, una mobilità ridotta della colonna, compensazioni posturali costruite negli anni e un dolore lombare che, inconsapevolmente, limitava ogni tentativo di attività fisica. «Se avessimo iniziato immediatamente con un percorso orientato al dimagrimento, probabilmente avrebbe fatto molta fatica», racconta Luca Piano. «Il suo corpo stava già lavorando in condizioni di compenso. Prima era necessario restituirgli qualità del movimento». Per questo motivo le prime settimane non hanno avuto nulla a che vedere con l'immagine che comunemente si associa a un percorso per perdere peso. Niente allenamenti estenuanti, niente tabelle da seguire ossessivamente, niente ricerca del risultato immediato. Il lavoro è iniziato con sedute dedicate al recupero della funzionalità del corpo: l'osteopata ha affrontato le principali tensioni muscolo-articolari mentre il chinesiologo ha costruito un percorso progressivo di rieducazione posturale e recupero del movimento, adattando ogni esercizio alle reali possibilità della persona. L'obiettivo non era consumare calorie, ma permettere al corpo di tornare a muoversi senza dolore. «È una fase che spesso sorprende i clienti», osserva Luca. «Arrivano pensando che inizieranno subito a fare allenamenti intensi e invece scoprono che il primo risultato da conquistare è sentirsi meglio. Quando diminuisce il dolore, cambia il modo di camminare, di respirare, di stare seduti, perfino di affrontare la giornata». Ed è esattamente ciò che è accaduto ad Alberto. Dopo alcune settimane il mal di schiena aveva iniziato a diminuire sensibilmente. Dormiva meglio. Restare seduto molte ore non provocava più la stessa rigidità e, soprattutto, aveva ritrovato un'energia che da tempo sembrava scomparsa. Solo allora il percorso ha cambiato direzione. L'allenamento è diventato progressivamente più strutturato, orientandosi verso la ricomposizione corporea. Il dimagrimento, che inizialmente sembrava l'unico obiettivo, è entrato in scena quando il corpo era finalmente pronto ad affrontarlo. «È un passaggio fondamentale», continua il founder di Studio HE. «Noi non diciamo mai che il dimagrimento non sia importante. Al contrario. Ma vogliamo che sia il risultato di un organismo che funziona meglio, non la conseguenza di sacrifici destinati a durare poche settimane». È questa una delle caratteristiche distintive del Metodo Piano sviluppato all'interno di Studio HE: costruire percorsi che evolvono insieme alla persona. Può accadere che qualcuno arrivi per dimagrire e scopra di avere bisogno prima di recuperare mobilità. Oppure che si presenti per un dolore cervicale e, una volta risolto, scelga di lavorare sulla propria composizione corporea. Il percorso non segue uno schema prestabilito, ma si adatta continuamente ai cambiamenti della persona. Per questo motivo il lavoro coinvolge figure professionali diverse che operano in maniera coordinata. Chinesiologo, osteopata e gli altri specialisti presenti nello Studio condividono informazioni, osservazioni e obiettivi, affinché ogni fase rappresenti l'evoluzione naturale della precedente. «Il nostro compito non è inseguire il sintomo», sottolinea Luca Piano. «È capire quale sia la causa che impedisce a quella persona di stare bene e costruire un percorso realmente sostenibile». Anche perché il vero ostacolo, nella maggior parte dei casi, non è la mancanza di volontà. Molte persone hanno già provato a dimagrire. Hanno seguito diete, frequentato palestre, iniziato programmi di allenamento poi abbandonati dopo poche settimane. Non perché fossero poco motivate, ma perché il loro corpo chiedeva un punto di partenza diverso. «Quando una persona ci dice "ho già provato tante volte", noi non ci chiediamo perché abbia fallito», osserva Luca Piano. «Ci chiediamo se, fino a quel momento, qualcuno abbia davvero cercato di capire il motivo per cui continuava a ricominciare.» È una prospettiva che ribalta il modo stesso di intendere il cambiamento: dimagrire non significa semplicemente pesare meno, significa muoversi con maggiore libertà, affrontare la giornata con più energia, recuperare fiducia nelle proprie capacità e costruire abitudini che possano durare nel tempo. I chili persi rappresentano certamente un risultato importante, ma non sono l'unico indicatore del percorso. Lo sono anche la qualità del sonno, la riduzione del dolore, il miglioramento della postura, la facilità con cui si affrontano i gesti quotidiani e quella sensazione, difficile da misurare ma immediatamente percepibile, di tornare a sentirsi bene nel proprio corpo. «Quando il corpo ricomincia a funzionare come dovrebbe», conclude Luca Piano, «il dimagrimento smette di essere una lotta continua e diventa la naturale conseguenza di un equilibrio ritrovato». È una filosofia che, giorno dopo giorno, accompagna le persone che scelgono Studio HE di Assemini. Per questo ogni percorso inizia sempre da una consulenza e da due valutazioni approfondite: non per proporre un programma uguale per tutti, ma per comprendere quale sia il punto di partenza reale di ciascun atleta. Per qualcuno sarà il recupero posturale, per altri la gestione del dolore, per altri ancora la ricomposizione corporea. Capirlo prima di iniziare significa costruire un percorso realmente personalizzato, con l'obiettivo non soltanto di perdere peso, ma di ritrovare un benessere capace di durare nel tempo.

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