Arrivano per un intenso tour sardo due grandi stelle del teatro e del cinema italiano: Maria Grazia Cucinotta, al debutto sui palchi dell’Isola come attrice e, dopo il successo con Massimo Troisi nel capolavoro “Il postino” del 1994, e Pino Quartullo, tra i maestri della scena e già apprezzato in Sardegna in altre produzioni di grande successo.

Potranno essere applauditi stasera, giovedì 19 febbraio, alle 20.30 al Teatro Centrale di Carbonia, il giorno successivo alle 21 al Teatro Comunale di San Gavino Monreale, e ancora sabato 21 febbraio alle 20.30 al Teatro “Antonio Garau” di Oristano e domenica 22 febbraio alle 21 al Teatro “Tonio Dei” di Lanusei nell’ambito della Stagione della Grande Prosa organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo presieduto da Antonio Cabiddu e diretto da Valeria Ciabattoni .

Entrambi pluripremiati e amatissimi dal pubblico, saranno impegnati ne “La moglie fantasma” di David Tristram, brillante commedia in nero per una riflessione sul complicato gioco delle passioni, condividendo la scena con Giorgio Verduci, Giorgio Centamore, Roberta Petrozzi e la partecipazione di Alessandra Faiella.

La pièce, con scenografie di Lucio Diana, costumi di Laura Liguori, disegno luci di Andrea Lisco e musiche di Diego Maggi, per una co-produzione CMC/Nidodiragno e RARA, si avvale della regia di Marco Rampoldi: un’indagine su un delitto mette in luce amori e tradimenti, invidie e rancori, in un intrecciarsi tra arte e vita.

Una famosa attrice, prematuramente scomparsa (apparentemente) per suicidio, ritorna in forma di spettro per vendicarsi di chi l’ha avvelenata nel divertente lavoro dell’autore britannico.

Una trama ricca di suspense per un ideale viaggio dietro le quinte, scoppiettante commedia ambientata nel mondo dello spettacolo e ricca di rimandi a classici della storia del teatro, come l’“Amleto” di William Shakespeare, tra l’apparizione del fantasma del vecchio re, che rivela al figlio la verità sul suo assassinio, e lo stratagemma usato dal principe di Danimarca per mettere alla prova lo zio usurpatore, ma anche a “Spirito Allegro” (Blithe Spirit), fortunata pièce di Noël Coward, da cui è stata tratta anche una versione cinematografica, oltre al remake di Edward Hall nel 2020.

Un raffinato meccanismo metateatrale, come nei drammi di Luigi Pirandello, tra atmosfere adatte a un romanzo di Agatha Christie, permette di indagare le contraddizioni della mente e del cuore: ne “La moglie fantasma” i personaggi si mettono a nudo, rinunciando per un istante a indossare la maschera che cela pensieri e sentimenti, desideri inconfessabili, astio e rivalità, in uno spietato gioco della verità.

L.P.

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