Un viaggio di lavoro trasformato in un'odissea. È il racconto, in dieci punti "zen", pubblicato sui social da Paolo Fresu dopo un volo con ITA Airways. Al centro della vicenda c'è il suo trolley, prezioso custode di due inseparabili compagni di viaggio: la tromba e il flicorno. Un bagaglio entro i limiti di peso consentiti, ma contestato al gate per le dimensioni. Un solo centimetro di troppo, per essere precisi. Tra il timore di dover affidare in stiva strumenti particolarmente delicati e il rischio di far saltare il concerto in programma, il musicista ha condiviso con i suoi follower l’intera esperienza, segnata da preoccupazione e senso di impotenza, il tutto raccontato con amara ironia. 

Ma la vicenda non è finita lì. La storia del trolley “della discordia” infatti ha acceso la polemica anche sul web. Accanto alla solidarietà di molti follower arrivano anche voci critiche: c’è chi accusa Fresu di aver voluto un trattamento speciale e chi ritiene che le regole debbano valere per tutti, senza eccezioni. Ma la risposta non si è fatta attendere. Il trolley, spiega il musicista, è stato realizzato proprio per viaggiare in cappelliera e rispetterebbe le regole previste dalla compagnia. L’acquisto di un posto aggiuntivo (suggerito dai commentatori), aggiunge, è necessario per strumenti più ingombranti, come violoncelli o tromboni, ma non per una tromba.

Il punto, per Fresu, non è una questione di privilegi legati al nome, alla professione o al fatto di essere un viaggiatore abituale. «Dicasi il passeggero», scrive, sottolineando che ogni situazione dovrebbe essere valutata caso per caso. Così la questione si è trasformata in una riflessione sui diritti di chi viaggia. «Passeggero uguale cliente», scrive il musicista, lamentando una crescente sensazione di precarietà e stress negli aeroporti dove «vivo da 40 anni e ho preso migliaia di aerei. Mi piacerebbe essere “fazioso” come voi mi definite ma invece ciò che racconto è maledettamente vero ed è il racconto di una piccola parte delle inefficienze e dei soprusi ai quali siamo sottoposti giornalmente. Non solo sugli aerei. Non solo come musicisti. Cordialmente».

(Unioneonline/v.f.)

© Riproduzione riservata